Cronaca
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Due ragazzi arrestati con esplosivo Nel mirino la Banca di Piacenza Sono già liberi

I DETTAGLI – Sono già liberi i due ragazzi di 22 e 20 anni trovati in possesso di materiale esplosivo e arrestati. Il pm Francesco Messina non ha ritenuto dovessero restare in carcere e ne ha conseguentemente disposto la liberazione. Si tratta di due cremonesi, entrambi difesi dall’avvocato Lapo Pasquetti: “Ci dichiariamo prigionieri politici”, queste le parole da loro pronunciate davanti ai carabinieri. Sono accusati della detenzione di un candelotto artigianale pronto a deflagrare ma i militari ipotizzano anche che nel mirino, per un’azione dimostrativa con finalità eversive, ci fosse la Banca di Piacenza, all’angolo tra via Dante e via Platani. Nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 febbraio, attorno alle 4, i giovani sono stati visti da un tassista armeggiare nei pressi di un’auto parcheggiata proprio in via Platani e subito è scattata la chiamata al 112 da parte del cittadino. Sul posto si è diretto un equipaggio del Radiomobile e i ragazzi hanno cercato di darsi alla fuga a piedi ma sono stati presi poco dopo. In prima battuta si pensava a un semplice tentativo di furto di auto.

Sotto la macchina, durante i controlli immediatamente successivi, è stato però trovato un candelotto di polvere esplosiva lungo 20 centimetri e bicchierini di vernice rossa, nascosti dai ventenni poco prima del tentativo di fuga. E’ quella che in gergo viene chiamata ‘bomba di vernice’. Avrebbe potuto comunque provocare danni. Sulle pareti della Banca è comparsa la scritta nera ‘Chi la fa l’aspetti’ e tra gli oggetti dei due giovani, oltre ad accendini, un coltellino e sacchi neri (presumibilmente da usare per coprire il volto) sono state trovate proprio bombolette spray di colore nero.

L’attività dei carabinieri è stata delineata in conferenza stampa nel pomeriggio di giovedì dal capitano Livio Propato e dal luogotenente Angelo Foglia. “Forniamo solo gli elementi essenziali” hanno affermato durante l’incontro con i giornalisti. Non sono state rese note nemmeno le iniziali, per esigenze di indagine. Gli arrestati, come accennato, sono due cremonesi, di buona famiglia stando a quanto descritto dall’Arma. Hanno alle loro spalle segnalazioni per partecipazioni a manifestazioni non autorizzate. Il 22enne, inoltre, una denuncia per aver esibito in pubblico una mitraglietta (in realtà un giocattolo). Frequentano il centro sociale Kavarna, “che risulta estraneo alla vicenda”, hanno ribadito più volte i militari, evidenziando: “Ci stiamo occupando della flagranza di reato”. Ipotizzabile un piano per un’azione dimostrativa contro la Banca di Piacenza: “Ma tutto è in corso di valutazione”, hanno sottolineato.

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