Cronaca
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Istat-Aci: diminuiscono gli incidenti mortali, un terzo avviene sulle strade urbane

Foto di repertorio

Più incidenti sulle strade urbane che non su quelle extraurbane e netta prevalenza di uomini tra chi rimane ferito negli incidenti stradali, per tutte le fasce d’età e in particolare in quella con il numero di collisioni più rilevante, tra i 30 e i 54 anni, con 377 maschi feriti sulle strade cremonesi nel 2016, contro 266 femmine. Sono alcuni dei dati che emergono dalla rielaborazione del Corriere della Sera  Motori sui dati Istat – Aci pubblicati qualche settimana fa. Nel 2016 sulle strade cremonesi gli incidenti stradali hanno coinvolto nel 69,31% dei casi delle autovetture, per il 12,62% biciclette e per il 6,98% veicoli industriali. Seguono altre categorie, in primis motociclette (6,19%), e poi ciclomotori (2,62) e autobus (0,30). In tutto, 2020 veicoli, con prevalenza delle automobili, 1400. Contrariamente a quello che si può pensare, sono le strade urbane a rivelarsi più pericolose: 664 incidenti sono avvenuti all’interno dei centri abitati, 186 lungo strade extraurbane secondarie e 210 su strade extraurbane principali; 20 in autostrada. Un rapporto che cambia leggermente se si considerano solo gli incidenti mortali: 4 sulle strade urbane, e 7 su strade extraurbane in generale, con un solo caso in autostrada (dati sempre riferiti al 2016).

La serie storica 2012 – 2016 evidenzia una diminuzione dei morti sulle nostre strade: erano stati 39 nel 2012 in altrettanti incidenti, 25 nel 2013 (22 incidenti); 20 nel 2014 (19 gli incidenti), 29 nel 2015 (27 incidenti) e sono stati 13 nel 2016, lo stesso numero degli incidenti. Stabile invece il numero di incidenti in generale, si viaggia attorno ai 1.100 negli ultimi tre anni anni (2014 – 2016), con un numero di feriti in leggera diminuzione, dai 1.616 contati nel 2014 ai 1.574 del 2015.

g.b.

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