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Il cinema entra in carcere: proiezioni e dibattiti

“Cinema e Carcere”, questo il titolo del progetto di durata biennale, presentato stamattina presso la Sala Consiglio alla presenza del presidente della Provincia di Cremona, Davide Viola, del dirigente Antonello Bonvini, funzionari del settore Cultura della Provincia, tra cui Giorgio Brugnoli, della direttrice della Casa Circondariale, Maria Gabriella Lusi e del Coordinatore degli educatori e responsabile dei progetti nel carcere Giuseppe Novelli.
Un’iniziativa sorta in collaborazione tra la Provincia di Cremona e la Casa Circondariale di Cremona che vuole coniugare arte cinematografica, cultura e rapporto del carcere con il territorio.
Come ha evidenziato il presidente della Provincia, Davide Viola, “il progetto è stato per ora varato e programmato con un arco di durata biennale in cui, al primo anno fanno capo attività di avvio, presentazione e proiezioni in carcere di opere cinematografiche sul tema, nel secondo anno c’è l’ambizione di realizzare un lungometraggio sulla realtà carceraria di Cremona e il suo impatto sul territorio, comprensivo anche delle interazioni complesse e positive che nel corso degli ultimi anni sono state intessute”.
Ha continuato Viola: “I motivi, le ragioni, i significati e il senso di questo progetto presentano evidenze positive di immediato impatto quando si pensi che la portata sociale di questo lavoro mira a riconoscere, analizzare e consolidare il rapporto di una realtà che nella sua intrinseca criticità e drammaticità è tutt’altro che isolata in un territorio per il quale lavora e dà lavoro, ospita personale di amministrazione e di servizio e le loro famiglie, oltre che naturalmente detenuti e anche loro famigliari. La valenza culturale del progetto invece è data insieme dal mezzo, lo strumento, il mediatore culturale e canale veicolatore di contenuti e significati: il cinema e la sua caratteristica di unire arte, finzione, realtà e rappresentazione, ma anche dalla finalità del progetto di portare cultura del carcere in carcere e fuori dalle sue mura, perché il carcere esprime una sua cultura e vive una sua fruizione culturale”.
Di ugual tenore le parole della direttrice della Casa Circondariale, Maria Gabriella Lusi che ha preso spunto per identificare la mission del progetto un murales all’interno del muro di cinta, che identifica una sorta di finestra sulla città e sul territorio, con rappresentate scene di vita quotidiana. La Casa Circondariale di Cremona ha sempre avuto una sguardo particolare al territorio e viceversa: da qui i buoni frutti che si stanno raccogliendo dei numerosi progetti formativi, culturali avviati all’interno del carcere, dove il progetto cinema e carcere rientra, divenendo esso stesso veicolo di riflessioni ed opportunità di approfondimenti a fini didattici e pedagogici nonché di sensibilizzazione.
Giorgio Brugnoli è entrato nel merito tecnico del progetto, presentando il primo film “Fiore”, una nuova cinematografia italiana, che nel caso specifico, fa emergere quanto avviene in un carcere minorile sotto differenti aspetti e che andrà in onda il prossimo 5 dicembre alle 9.30 all’interno della stessa Casa Circondariale di Cremona. Un progetto culturale e cinematografico, che vedrà anche proiezioni al di fuori delle mura del carcere coinvolgendo le scuole, con momenti di riflessione dedicati.
Il coordinatore degli educatori e responsabile dei progetti nel carcere Giuseppe Novelli ha rappresentato le molteplici attività aggregative, culturali, artistiche, scolastiche e formative avviate, contesto in cui rientra il medesimo progetto, con la finalità di instillare un qualcosa che possa contribuire a generare un cambiamento ed un differente modo di vede le cose da parte degli stessi detenuti.
Per l’anno 2017 è prevista la proiezione di 2 film presso la Casa Circondariale di Cremona prevedendo anche proiezioni gratuite rivolte agli studenti delle scuole medie superiori ed una serale aperte alla cittadinanza. Il primo film che verrà presentato (i primi giorni del mese di dicembre 2017) sarà FIORE per la regia di Claudio Giovannesi e la partecipazione di Valerio Mastandrea, una proiezione importante che pone l’attenzione sulle problematiche dei detenuti con particolare riferimento ai periodi di detenzione nei carceri minorili. Tutti i film verranno adeguatamente introdotti e nel dopo proiezione sarà possibile aprire anche un confronto e tutti gli approfondimenti necessari che potrebbero proseguire nei giorni successivi in un confronto più ristretto all’interno del carcere. Infine, per l’anno 2018 sono previste 5 proiezioni ed a completamento di questa importante esperienza verrà realizzato un cortometraggio sulla relazione tra Casa Circondariale e territorio.

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