Commenta

Domani al via in Brasile
il processo di beatificazione
di don Angelo Frosi

foto diocesidicremona.it

Venerdì 8 dicembre nella Cattedrale di Abaetetuba, in Brasile, prenderà ufficialmente il via il processo diocesano per la beatificazione di don Angelo Frosi, vescovo saveriano d’origine cremonese.

Angelo Frosi nacque a San Bassano il 31 gennaio 1924. Dopo essere stato alunno del Seminario vescovile di Cremona, nel 1940 entrò nel Noviziato Saveriano a S. Pietro in Vincoli (Ra) e fece la sua prima professione l’8 settembre 1941. Dal ’41 al ’47 fu a Parma per gli studi liceali e i primi tre anni di teologia. Fu quindi inviato nella comunità saveriana di Holliston, stato del Massachusetts (USA). Completati gli studi teologici nel Seminario maggiore di Boston, fu ordinato sacerdote il 6 maggio del 1948.

Sino al 1968 don Angelo operò negli Stati Uniti. Laureato in Storia al Boston College, fu incaricato delle vocazioni, delle stampe e dell’economia. Inoltre svolse l’incarico di vicerettore e rettore nelle case di formazione saveriane, ricoprendo dal 1962 la carica di superiore regionale, il primo della Regione USA che, fino al 64, comprendeva anche le comunità saveriane del Messico.

Nel febbraio del 1968 iniziò il lungo servizio pastorale nella prelazia di Abaeté do Tocantins, divenuta nel 1981 diocesi di Abaetetuba. Qui fu prima amministratore apostolico e dal maggio 1970 vescovo.

Dal ’71 al ’79 fu presidente della Regione Nord II della Conferenza episcopale brasiliana; dal 79 all’83, membro della Commissione episcopale della Pastorale, responsabile della Linea missionaria; negli ultimi anni fu anche responsabile della Pastorale vocazionale nella Regione Nord II.

Nel maggio 1995, pur non sentendosi molto bene, volle partecipare alla Conferenza dei vescovi brasiliani a S. Paolo. Durante la Messa fu colpito da infarto. Dopo il ricovero in ospedale, fu ospitato in convalescenza in una casa missionaria della città, ma le sue condizioni si aggravarono e il 28 giugno morì, all’età di 71 anni.

Di lui ancora si ricordano l’estrema bontà e la delicatezza verso tutti, la particolare attenzione ai poveri e la sua incapacità di pensare male di qualcuno. Con una vita di assoluta povertà, dimostrò sempre la sua totale disponibilità per la sua Diocesi e una eccezionale cura per le vocazioni.

© Riproduzione riservata
Commenti