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Strage A21, il traffico in
autostrada ancora deviato
sulla carreggiata sud

Un padre e una madre giovanissimi, rispettivamente di 31 e 29 anni, i due figli, un bambino di 7 e una bimba di due anni, oltre a un ragazzo giovane, probabilmente un parente: questo l’identikit della famiglia francese, i cui nomi non sono ancora stati confermati ufficialmente, uccisa nel rogo in A21 pochi giorni fa. Giovani vite stroncate da un terribile destino.

La coppia, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sembra gestisse un food truck, e che fosse residente a Saint Vallier de Thiey, paese della Costa Azzurra vicino a Grasse. Proprio qui, racconta la stampa francese che sta seguendo la vicenda, sarebbe stato attivato in ospedale un presidio psicologico per i parenti delle vittime, rimasti sotto shock.

La famiglia era in Italia per vacanza, approfittando delle festività natalizie, e avrebbe dovuto riprendere la propria attività l’11 gennaio.

L’identità, hanno fatto sapere dalla Polizia scientifica di Milano che si sta occupando dell’identificazione dei cadaveri, dovrebbe essere resa nota entro una settimana. Intanto gli inquirenti hanno raccolto la testimonianza del conducente dell’autocisterna che ha preso fuoco, il quale ha raccontato di essere entrato in autostrada proprio al casello di Cremona e di essere rimasto incolonnato nella coda causata dal precedente incidente.

Resta invece ancora chiuso il tratto autostradale interessato dall’incidente, con il traffico deviato sulla carreggiata verso sud. Proprio giovedì sera si è svolto un vertice nella Prefettura di Brescia per capire il da farsi: è emerso che la riapertura completa del tratto autostradale potrebbe avvenire intorno alla metà di sabato 6 gennaio, anche se il tutto è subordinato alle ulteriori verifiche sul cavalcavia tra Poncarale e Montirone, che si svolgono venerdì in mattinata.

lb

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