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Crediti deteriorati,
anche a Cremona
cresce il rischio usura

Cresce il rischio usura con le nuove regole che impongono alle banche di evitare il deterioramento dei crediti e così facendo ricorrono a grossi gruppi di riscossione spesso privi di scrupoli. L’allarme arriva dalla fondazione anti usura San Bernardino di Milano, attraverso il suo presidente, Luciano Gualzetti che è anche direttore di Caritas Ambrosiana. La provincia di Cremona non è tra le peggiori in Lombardia come indice di permeabilità all’usura: 23,5 il dato cremonese, preceduto da quelli di Milano (36,41), Varese (27,78), Bergamo (25,37), Brescia (23,84), mentre la media nazionale è pari a 44,02. Ma il rischio che anche nella nostra provincia aumenti il ricorso al mercato sotterraneo dei prestiti c’è. “Il rischio concreto – ha dichiarato Gualzetti all’agenzia di informazione religiosa Sir – è che queste persone, non riuscendo a farsi fare più credito legalmente, pur di non perdere l’abitazione ricorrano alle vie illegali.” Le nuove regole internazionali infatti costringono le banche italiane a vendere con velocità i crediti deteriorati che hanno in pancia e così facendo li svendono con prezzi anche del 20 o addirittura del 10% del loro valore. Gli acquirenti poi si rivalgono sui creditori: fino ad ora il meccanismo ha riguardato soprattutto le imprese, ora si sta passando ai mutui accesi per la casa dalle famiglie.

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