3 Commenti

Leo Nucci da oggi
cittadino onorario
di Cremona

Da oggi il celebre baritono Leo Nucci è cittadino onorario di Cremona. La pergamena, opera dell’artista Francesco Piccinelli, che attesta il conferimento del massimo riconoscimento, gli è stata consegnata dal Sindaco Gianluca Galimberti e dalla Presidente del Consiglio Comunale Simona Pasquali al termine di una solenne cerimonia tenutasi nel pomeriggio nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, presenti autorità civili e militari, consiglieri comunali, esponenti del mondo culturale e musicale.

Preceduto dall’aria “Pari siamo” dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, Leo Nucci è entrato nella Sala dei Quadri insieme al Sindaco e alla Presidente Simona Pasquali, la prima a prendere la parola. Nel suo intervento Simona Pasquali, dopo avere ricordato che la proposta di conferire al famoso baritono la cittadinanza onoraria è venuta da un grande esperto e critico musicale, nonché figura di spicco del mondo politico cremonese qual è Evelino Abeni, ha ricordato tutte le cittadinanze onorarie che, dal dopoguerra ad oggi, il Consiglio Comunale di Cremona ha assegnato. Tutte caratterizzate da due anime: l’una musicale, l’altra della solidarietà e della convivenza civile. E quella concessa a Leo Nucci, ha sottolineato la Presidente Pasquali, le racchiude entrambe in quanto è stato proprio il baritono a volere che il ricavato del concerto al Teatro Ponchielli, tenutosi in serata, fosse devoluto in beneficenza.

Dal canto suo il Sindaco Gianluca Galimberti, dopo avere ringraziato tutti i presenti, ha citato le prime parole delle lettera con la quale Evelino Abeni, tempo addietro, ha proposto di conferire la cittadinanza onoraria a Leo Nucci: “Conferendo la cittadinanza onoraria a Leo Nucci, Cremona annovererebbe fra i suoi cittadini un grande artista che ha onorato e sa onorare sempre più il melodramma e che, nella sua storia, è venuto ad occupare ed occupa lo spazio di coloro che sono considerati mitici”. Riallanciandosi a questo, il Sindaco ha rimarcato, tra l’altro, che si sono appena concluse le Celbrazioni Monteverdiane, dedicate proprio a colui, Claudio Monteverdi, che, figlio di una lunga storia, è stato il padre di una storia altrettanto grande, quella del melodramma. E proprio questo genere musicale “ha bisogno del corpo e della voce di un interprete, poiché il melodramma è incarnazione in parole, gesti e musica di un racconto di vita”, ma anche di un luogo per tutti, qual è il teatro. “Lei, con la sua lunga e prestigiosa carriera, è figlio di questa storia sublime, una storia che si rinnova attraverso le sue esibizioni”, ha aggiunto il Sindaco rivolgendosi a Leo Nucci. E poi c’è l’esperienza del quartetto d’archi che porta il nome del baritono, i cui strumenti sono stati da lui stesso commissionati ad un liutaio cremonese: un grande onore per la nostra città dove la liuteria rappresenta chi costruisce, chi suona e chi da voce agli strumenti che qui vengono realizzati. Concludendo il suo intervento il Sindaco, rifacendosi a una celebre aria del Rigoletto di Verdi, una delle opere che ha visto Leo Nucci tra i migliori interpreti, ha detto: “Se la speranza e la pietà di cui noi tutti abbiamo bisogno è la figlia che noi tutti cerchiamo, allora oggi possiamo dire che questa figlia è nella cultura, nella voce, nei gesti, nel racconto, nel recitar cantando, così alto e sublime che lei rappresenta, lei, oggi nostro concittadino, lei insieme a noi, che la figlia speranza e cultura cerchiamo iinsieme a Cremona intera quali cittadini del mondo”.

Al termine, la Presidente Simona Pasquali e il Sindaco Gianluca Galimberti hanno siglato la pergamena che riporta la seguente motivazione: “A Leo Nucci, ambasciatore dell’arte italiana nel mondo, promotore dell’eccellenza della musica e della liuteria e cultore delle bellezze artistiche di Cremona, con la mente e il cuore proiettati a far crescere nei giovani la consapevolezza del valore del patrimonio della Città di Cremona”.

Ricevuto il massimo riconoscimento civico, Leo Nucci, molto emozionato e commosso, ha ringraziato l’amico Evelino Abeni, la moglie Adriana, che ha origini cremonesi, e dopo avere ricordato i suoi legami con la nostra città, ben prima di esibirsi al Teatro Ponchielli, si è detto grandemente onorato del riconoscimento che la città di Cremona gli ha conferito. Molti sono infatti i riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera, ma la cittadinanza onoraria di Cremona rappresenta per Leo Nucci qualcosa di veramente straordinario perchè Cremona, città apprezzata e conosciuta in tutto il mondo, è la patria di quello che si chiama suono, un suono che non ha paragoni in nessun altro luogo.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti
  • Simone

    Io credo che sta storia delle cittadinanza e anche le lauree ad onorem siano tutte cose senza utilità e senso. Cosa mi serve avere un personaggio famoso (nessuno nega i suoi meriti) come mio concittadino? Mi viene in tasca qualcosa? Viene in tasca qualcosa al Comune in termini di introiti dovuto a turismo o altro? Mah…

    • Mirko

      No ma qualche cosa la dovranno pur fare

    • Illuminatus

      Si fa in tutto il mondo, un motivo ci sarà.