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Deragliamento di Pioltello,
l'Agenzia della sicurezza
ferroviaria bacchetta Rfi

Dopo il tragico incidente di Pioltello, l’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria (Ansf) stringe le maglie su Rfi, chiedendo l’adeguamento, in tempi brevissimi, alle prescrizioni sulla sicurezza che la stessa agenzia ha diramato a metà gennaio, proprio alla luce del tragico deragliamento. Nella lettera, inviata il 16 febbraio, si fa infatti riferimento al documento inviato il mese prima, evidenziando che il gestore delle rete ferroviaria Rfi “deve dare immediatamente corso a quanto previsto nella circolare ed effettuare un riesame dei pocessi interni per garantire un efficace presidio dei processi manutentivi di propria competenza”.

Anche perché il mancato adeguamento alle prescrizioni, “può costituire grave inadempienza in relazione al mantenimento dell’autorizzazione di sicurezza rilasciata a codesto gestore e possibile oggetto di provvedimenti restrittivi e/o sanzioni”. In sostanza, se Rfi non si adeguerà alle prescrizioni, potrà rischiare il mantenimento dell’autorizzazione alla gestione della rete ferroviaria.

Il documento rappresenta un formale richiamo a modificare il modo di lavorare sulle infrastrutture. Sono quattro le disposizioni urgenti e obbligatorie che Rfi dovrà attuare subito, e che riprendono le problematiche emerse dopo il disastro ferroviario. Si parla dell’obbligo “di definire con un protocollo specifico le situazioni critiche a cui debbono fare seguito provvedimenti immediati e restrittivi per la circolazione ferroviaria”. In parole povere, Rfi deve stabilire quali possano essere le situazioni pericolose, come quella del giunto danneggiato e agire di conseguenza.

Inolre, per l’Agenzia, le criticità vanno immediatamente segnalate, coinvolgendo “livelli tecnici di responsabilità superiori”. Nel caso di Pioltello, insomma, sarebbe mancata comunicazione su chi rileva la problematica sui binari e i responsabili. Sempre per lo stesso motivo, secondo l’agenzia, sarebbe necessario”maggior collegamento e controllo tra il livello centrale della direzione produzione (quella che si occupa di manutenzione) e le strutture locali”. Questo solo nel breve periodo.

Nel medio periodo, Rfi dovrà, per l’agenzia, “rivedere le modalità operative con cui vengono gestite e affrontate le situazioni critiche o potenzialmente critiche associate alla rilevazione dei difetti dell’infrastruttura ferroviaria”. In questo senso, va potenziata la comunicazione interna. Si chiede inoltre di formare il personale interessato e di far certificare da enti esterni i provvedimenti che verranno presi.

La missiva si conclude con l’invito, dunque, ad attivarsi in tempi brevissimi e ad informare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “riguardo i tempi di attuazione di quanto disposto come provvedimenti immediati”.

AGGIORNAMENTO – Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale Carlo Malvezzi. “L’intervento dell’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria (Ansf) verso Rfi chiarisce, ancora una volta, che l’assenza di impegno della società per azioni partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane, pesa enormemente sulla qualità del servizio ferroviario ed è all’origine di alcuni dei principali disagi patiti quotidianamente dai pendolari lombardi” evidenzia.

“Sappiamo da tempo che Rfi non ha investito nella nostra regione, né per l’acquisto di nuovo materiale rotabile né compartecipando all’acquisto dei nuovi convogli per i viaggiatori delle nostre tratte. Questa è la riprova del continuo disimpegno da parte dello Stato e di una pessima mancanza di leale collaborazione istituzionale con Regione Lombardia”.

Laura Bosio

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