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Alle urne anche in parrocchia
Il 6 maggio election day
nelle unità pastorali

Si apre una significativa stagione “elettorale” anche in Diocesi di Cremona. Ma stavolta per il rinnovo degli organismi di partecipazione dei laici: struttura portante della vita ecclesiale nel territorio. Con decreto in data 23 febbraio il vescovo Antonio Napolioni ha stabilito alcune nuove norme per la loro elezione (un apposito vademecum) fissata per domenica 6 maggio.

Mentre per i Consigli pastorali parrocchiali e Consigli parrocchiali per gli affari economici (in carica nei prossimi cinque anni) sostanzialmente è confermato quanto già in essere, nuove sono invece le indicazioni per i Consigli pastorali unitari nelle Unità pastorali già esistenti o in via di definizione: la vera svolta organizzativa che gradualmente interesserà tutto il territorio diocesano.

Altra importante novità è la creazione delle “Équipe di coordinamento zonale”: dopo la riorganizzazione della diocesi di Cremona in cinque vaste Zone pastorali, le équipe – che sostituiranno i precedenti Consigli pastorali zonali – saranno organismi a carattere più operativo, composti da una rappresentanza di sacerdoti della zona, di consacrati e consacrate, di fedeli laici scelti dal vicario zonale d’intesa con i presbiteri della zona e i referenti delle quattro “Aree pastorali” in cui è articolata la Curia diocesana.

Nei mesi di marzo e aprile è prevista la preparazione delle elezioni, con la predisposizione delle liste dei candidati, in proporzione circa l’età e i sessi. Il numero dei laici da eleggere andrà stabilito in anticipo: da 5 a 10 per le parrocchie fino a 1.000 abitanti; da 10 a 15 per quelle sino ai 3.000; da 15 a 20 per quelle con popolazione superiore. Altri membri, non più di un quarto del totale, potranno essere successivamente nominati dal parroco per integrare la rappresentatività, la competenza e l’età.

Un capitolo a parte sono le Unità pastorali già costituite tra diverse parrocchie, che saranno chiamate a rinnovare il Consiglio pastorale unitario: un gruppo di persone che siano in grado di farsi carico della realtà complessiva della comunità cristiana, come primi “promotori della comunione” dell’Unità pastorale.
Alle parrocchie mons. Napolioni chiede che siano coinvolti i giovani, i rappresentanti di ciascuna delle parrocchie, le associazioni e movimenti ecclesiali.

Per le Unità pastorali in via di costituzione il Consiglio pastorale unitario avverrà nell’ultima fase del cammino. Nel frattempo il parroco moderatore si avvarrà di un gruppo di lavoro formato dai sacerdoti e da laici. Ogni singola parrocchia, pertanto, continuerà a mantenere un proprio Consiglio pastorale o Assemblea parrocchiale (in quelle di piccola consistenza).

 

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