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Pd: troppe incognite a livello
nazionale, rimandate le
dimissioni del segretario Piloni

Nella foto di repertorio, Alloni, consigliere uscente in Regione, il segretario regionale Alfieri e quello provinciale Piloni

Il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni non si dimetterà subito dalla carica (come prevede lo statuto, nel caso di elezione in consiglio regionale) ma resterà a disposizione per un periodo di transizione che prenderà il via grosso modo dopo l’assemblea nazionale, prevista per metà aprile. Ieri si è riunita la segreteria provinciale, la prima dopo le elezioni, che ha accolto la disponibilità del neoeletto consigliere regionale a un ruolo di ‘accompagnamento’ del partito in un periodo denso di incognite legate all’evoluzione dello scenario nazionale. Si guarda insomma alla maggioranza che si formerà in parlamento e alle scelte di Mattarella per quanto riguarda l’affidamento dell’incarico. Anche a livello locale il Pd è unanime nel dichiarare la volontà di stare all’opposizione, lo ha ribadito la segreteria provinciale cremonese all’unisono con le dichiarazioni dei leader nazionali. Piloni dunque resta in carica (la proposta sarà formalizzata nell’assemblea provinciale di lunedì 19 marzo in sala Zanoni) pur ribadendo la sua volontà di svolgere il ruolo di consigliere regionale a tempo pieno e quindi di rimanere nel doppio incarico per il tempo strettamente necessario. Quanto alle primarie, non sembra essere questo il tema al momento.

“L’esito del voto non è stato una sconfitta come altre”, spiega Piloni. “Ci sono ragioni profonde che rendono necessari tempi e spazi adeguati per rimettere in campo una risposta riformista”,  a problemi che evidentemente sinistra e centrosinistra non sono riusciti a dare. “Se il 70% degli elettori non si è sentito rassicurato dalle nostre risposte, è evidente che si debba cambiare qualcosa, che sia in linea coi nostri ideali, ma tenga anche conto del fatto che la globalizzazione è entrata dentro le case di tutti”. Dunque si preannunciano tempi dilatati per il rinnovo degli organismi periferici, in attesa di un congresso nazionale che potrebbe svolgersi in autunno e di quelli territoriali che seguiranno a cascata. Appena in tempo per organizzare le forze in vista delle amministrative 2019 che oltre al capoluogo Cremona interessano 86 comuni della provincia. La  permanenza degli attuali circoli, delle segreterie (sia provinciale che cittadina) fino almeno ad allora, diventa necessaria per gestire tesseramenti, appuntamenti estivi e anche per eleggere il nuovo consiglio provinciale (pare a novembre) che per quanto svuotato di poteri decisionali svolge ancora un ruolo politico.

“Una cosa certa – è il messaggio conclusivo che Piloni lancia agli avversari –  è che a Cremona non è affatto scontato che l’esito delle elezioni politiche si ripercuota su quelle amministrative. Il centrodestra si tranquillizzi”.

Per quanto riguarda i temi più strettamente legati alla città, è saltata la riunione tra le varie componenti di maggioranza prevista sempre per ieri. La segreteria si sarebbe però espressa unanimemente per una riconferma di Galimberti a sindaco per il prossimo quinquennio. g.biagi

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