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Teatro Ponchielli - Comune
Convenzione fino al 2033
per 900mila euro l'anno

A 15 anni dallo scorporo del teatro Ponchielli dal Comune con la nascita della Fondazione, viene rinnovata la convenzione che regola i rapporti tra i due enti. Conclusa la fase iniziale, che ha visto il passaggio dei dipendenti e la definizione dei subentri nei vari contratti, la nuova convenzione risulta semplificata e più snella della precedente ed avrà durata fino al 2033: 15 anni, gli stessi della precedente. In essa sono contenute le disposizioni riguardanti la concessione del teatro e delle strutture annesse per l’esercizio dell’attività e c’è poi la regolamentazione dei rapporti economici tra Comune e Fondazione: quest’ultima, sulla base della propria programmazione, trasmette all’ente ogni anno il progetto artistico, con la descrizione delle stagioni e delle attività previste. Il Comune dà un contributo triennale ma da confermare annualmente, da definire in sede di bilancio di previsione e che va a sostenere parte dell’attività artistica e i costi di gestione. 900mila euro la cifra stanziata quest’anno, un impegno non indifferente per l’ente locale come ha sostenuto il sindaco Galimberti (di diritto anche presidente della Fondazione) nella commissione Cultura convocata da Luca Burgazzi la scorsa settimana, appunto per l’approvazione della nuova convenzione.

E’ stata anche l’occasione per la sovrintendente Angela Cauzzi di illustrare l’attività del 2017 che ha visto un boom di spettacoli, ben 242 che corrispondono a 346 giorni di apertura, se si includono le prove e i giorni di montaggio. Particolare risalto è stato dato alla promozione del teatro tra ragazzi e bambini: i biglietti a 12 euro per la lirica e a 8 euro per tutte le altre stagioni, per studenti, con posti in platea e palco, hanno dato buoni frutti. 7.540 quelli venduti, con netta preferenza per la prosa (3.008), seguita dalla lirica (1.684) e danza (1.322). Meno interessati invece i giovani per i concerti (793 biglietti staccati) e per il festival Monteverdi (733). La Cauzzi ha poi illustrato le note difficoltà di una programmazione artistica che non può più contare su chiari budget preventivi soprattutto di fonte Ministero: “Negli anni – ha detto – i parametri per poter accedere ai contributi ministeriali sono diventati sempre più complicati; inoltre la crescita di produzione di prosa da parte di tante compagnie ha fatto sì che il ministero vada a fare selezioni, e questo si è riflesso anche sulla musica”.

“Se abbiamo una direzione da seguire per il rilancio e il sostegno del teatro, è questa”, ha detto Galimberti riferendosi a coinvolgimento dei giovani artisti nelle produzioni e le collaborazioni con altre realtà. Citati come esempi il “Young barocco” che il comune vuole portare avanti collaborando con la scuola civica di Milano e OperaLombardia, “uno dei circuiti lirici più virtuosi e il teatro Ponchielli ne è protagonista” oltre alle crociere sul Po del festival Monteverdi. L’eredità del 450esimo di Monteverdi, con gli eventi musicali e la mostra del Genovesino si dovrà concretizzare, per il sindaco, nello sviluppo di nuove progettualità sul barocco, nelle quali il teatro dovrà essere protagonista, affiancato dal Comune: nulla è scontato, ha detto il sindaco elogiando l’efficienza gestionale del teatro, ma “occorre aspirare a progetti che possano ambire ad avere ulteriori fonti di finanziamenti. Non c’è mai stata nessuna ingerenza, ma è chiaro che un comune che mette 900mila euro in bilancio preventivo deve essere garante di una progettualità e affiancarsi alla sovrintendente”. g.biagi

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