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Ingegnere musicale e acustico:
a Cremona la nuova laurea
magistrale del Politecnico

foto Sessa

Il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta ha visitato oggi la sede cremonese di via Sesto, prima giornata di ‘open day’ per le nuove immatricolazioni, in un pomeriggio dedicato alle attività e alle prospettive dell’ateneo, in crescita dopo la firma della convenzione tra lo stesso Politecnico, Comune, Fondazione Arvedi Buschini e Acsu  (Associazione Centri Studi Universitari). In particolare sono stati illustrati i contenuti della nuova Laurea Magistrale in Music and Acoustic Engineering, nata anche in seguito alla cattedra di acustica finanziata a partire dal 2015 e per 15 anni dalla Fondazione Arvedi Buschini, i progetti di ricerca del laboratorio di Musical Acoustics presso Museo del Violino e dell’Osservatorio Smart Agrifood.

La sinergia tra i quattro soggetti ha come indirizzo quello di un sempre maggiore radicamento del Politecnico nelle linee di sviluppo della città con il coinvolgimento in misura crescente delle categorie economiche e di tutti gli attori interessati.

Un corso di laurea che mette insieme la più tradizionale delle caratteristiche di Cremona, la liuteria, attorno cui si è costruito il Distretto culturale, con la vocazione internazionale del Politecnico: questi i due punti di forza su cui hanno molto insistito sindaco Galimberti e rettore Resta. “Un territorio deve crederci, e qui è successo quello che da altre parti non è avvenuto”, ha detto quest’ultimo. “Su questa laurea abbiamo cominciato a lavorare tre anni fa – ha aggiunto – Un ruolo fondamentale l’ha avuto il cavalier Arvedi, con il quale è bastata una stretta di mano per trovare un accordo. Le formalità burocratiche sono venute dopo”. Sarà appunto la fondazione Arvedi Buschini, che già finanzia il laboratorio di acustica presso il MdV, a sostenere l’impegno della nuova cattedra per 15 anni. Accanto al professore ordinario, in grado di garantire un’attrattività internazionale al corso, ci saranno i ricercatori del Politecnico, i “pilastri”, così li ha definiti Resta, delle lauree triennali. 54mila euro l’impegno del Comune per i prossimi 10 anni, un periodo di media lunghezza funzionale a vedere i risultati dell’accordo. “Credo che nessun progetto debba avere un raggio d’azione che si esaurisce entro un solo mandato” ha aggiunto il rettore. In rappresentanza della fondazione Arvedi Buschini è intervenuto Renato Crotti: “Il potenziamento del sistema universitario e l’innovazione sono da sempre nell’attenzione del cavalier Arvedi”, ha detto citando non solo quest’ultimo intervento per il Politecnico, ma anche il sostegno alle attività della Cattolica (a cui si aggiunge l’impegno nella realizzazione del campus di Santa Monica) e dell’Università di Pavia, oltre che per i laboratori di diagnostica al Museo del Violino. “Innovazione e ricerca sono caratteristiche di tutte le aziende del gruppo”, ha aggiunto, “nell’ottica della qualificazione, eccellenza ed unicità del terittorio”.

Il rettore Ferruccio Resta

La laurea biennale in ingegneria acustica e musicale sarà interamente insegnata in inglese e si propone di formare professionisti in grado di operare in diversi settori industriali: non solo quelli prettamente legati alla musica come intrattenimento, ma anche alle costruzioni, alla mobilità (riduzione del problema rumore), a tutti i settori in cui lo studio del suono ha effetti determinanti nell’elaborazione dei progetti. A questa laurea, che potrebbe attirare tra i 40 e i 50 studenti, si affianca l’altra attività che vede la collaborazione tra i ‘cervelli’ del Politecnico, il Comune e il polo tecnologico, con l’osservatorio Smart Agrifood.

Dal canto suo il rettore Resta ha confermato quanto più volte detto dal sindaco: non è scontato che la sede territoriale di un ateneo resti per sempre. Non sta succedendo a Como, dove il Politecnico aveva investito molto anni addietro proprio nella fisica acustica, e dalla cui programmata chiusura dipende appunto il potenziamento di Cremona. “Non solo l’università è importante per il territorio ma vale anche esattamente il contrario – ha detto –  Il Politecnico era partito con i poli di sviluppo negli anni Novanta, quando si voleva facilitare la frequenza dell’università nei territori. Oggi non è più così, la scelta di un ateneo è un investimento importante e la vicinanza a casa non è una variabile determinante. La nostra responsabilità è quella di offrire agli studenti scelte internazionali che permettano di restare nel mondo del lavoro per i successivi 40 anni”. Il Politecnico vanta standard di inserimenti lavorativi altissimi, con il 94% dei laureati che trovano occupazione entro un anno dal diploma.

Ma l’appello del rettore e del Comune, attraverso la vicesindaco Maura Ruggeri è rivolto anche al tessuto produttivo cremonese, a cui era rivolto l’incontro di oggi: “Mettete alla prova le nostre capacità di offrire soluzioni”, ha detto Resta. “Le categorie economiche possono contribuire anche come sostenitori all’Acsu, lo strumento attraverso cui si può manifestare la vicinanza del territorio ad un centro di ricerca di eccellenza dall’alto valore economico”. Sull’importanza del fattore umano ha insistito il prorettore Gianni Ferretti: “Non basta avere le macchine di Industria 4.0, bisogna avere persone capaci di farle funzionare”. E sul valore di sedi periferiche: “Milano con il suo alto grado di attrattività rischia di fagocitare tutto il capitale umano: la nostra presenza a Cremona va sostenuta anche per dare un futuro a questo territorio. Per questo siamo aperti a suggerimenti del mondo produttivo per impostare il nostro lavoro”. g.biagi

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Commenti
  • Sorcio Verde

    Tra poco ci saranno più corsi laurea che studenti…come dice il Professor Sapelli, servono solo a creare nuove cattedre.

    • Bike

      Bhe, fino a qualche anno fa si toglievano i corsi di laurea da Cremona, se proprio adesso torneranno in pari 😉