3 Commenti

CremonaFiere, nello statuto
Comune 'espropriato': Lega
chiede conto a Galimberti

La Lega Nord chiede chiarimenti al Comune in merito alla situazione di CremonaFiere, dove nei giorni scorsi il Cda ha presentato una proposta di modifica dello statuto che – scrivono in un’interrogazione il capogruppo in consiglio comunale Alessandro Carpani e il consigliere Alessandro Fanti – “pare incidere profondamente sui diritti di partecipazione alla società del socio Comune di Cremona, riducendo la possibilità di esercizio dei poteri riservati dallo Statuto a favore del Comune in considerazione dell’importante investimento effettuato nella società CremonaFiere. Investimento che non si sostanzia esclusivamente nel capitale sociale versato (euro 154.938) ma e soprattutto nell’ingente importo versato (euro 3.000.000) in sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi assimilati al capitale di rischio; tanto che la stessa CremonaFiere S.p.A., nel proprio bilancio, li classifica tra il patrimonio della società”.

“Inoltre – aggiungono –  si apprende che le modifiche statutarie discusse ed approvate in Consiglio di Amministrazione siano state apportate con lo scopo di consentire l’ingresso nella compagine societaria di CremonaFiere S.p.A. ad uno o più partner finanziari/industriali privati.
In considerazione del fatto che le somme investite nella società CremonaFiere S.p.A. sono patrimonio dei cittadini di Cremona riteniamo opportuno ricevere un tempestivo chiarimento”.

La proposta di modifica dello statuto è stata approvata con un solo voto contrario e con il voto favorevole del sindaco Galimberti e del consigliere espresso dal Comune Boni. Il tutto verrà sottoposto all’assemblea dei soci il 27 aprile.

Seguono una serie di domande: “E’ vero – chiedono Carpani e Fanti direttamente al sindaco – che la nuova bozza di statuto da Lei approvata in Consiglio di Amministrazione elimina il “potere di veto” previsto a favore del Comune di Cremona dalla clausola 13.3 dello Statuto vigente in riferimento a specifiche materie quali:
a) l’autorizzazione di investimenti e di piani finanziari a medio lungo termine;
b) l’autorizzazione degli acquisti e delle cessioni di immobili, di aziende o rami di azienda, di partecipazioni societarie per importi superiori ad un milione di euro;
c) l’autorizzazione alla distribuzione di riserve di patrimonio netto non formate con utili di esercizio;
d) le modifiche statutarie riguardanti gli articoli: 13; 16.2; 18.1; 20.2; 22.1;
e) lo scioglimento e la trasformazione della società?
2. E’ vero che la nuova bozza di statuto da Lei approvata in Consiglio di Amministrazione riduce il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione dagli attuali 9/17 a 3/5, eliminando il diritto di nomina da parte del Comune di Cremona, ai sensi dell’art. 2449 del Codice Civile, di 2 componenti?
3. E’ vero che la nuova bozza di statuto da Lei approvata in Consiglio di Amministrazione elimina il limite, recentemente inserito nello Statuto vigente, previsto dall’art. 20, dei due mandati consecutivi di durata triennale ciascuno per la carica di Presidente della società?
4. E’ vero che la nuova bozza di statuto da Lei approvata in Consiglio di Amministrazione elimina il limite massimo fissato per la proprietà delle azioni e/o per l’esercizio di voto fissato dallo Statuto vigente nel 25%?
5. E’ vero che la nuova bozza di statuto da Lei approvata in Consiglio di Amministrazione elimina la clausola di gradimento prevista nel caso di trasferimento delle azioni dall’art. 8 dello Statuto vigente?
6. E’ vero che, seppur esistono contatti con diversi potenziali partner finanziari/industriali, con nessuno di questi si è giunti ad una negoziazione approfondita nella quale si definiscano i termini e le condizioni di partecipazione degli stessi alla compagine societaria di CremonaFiere S.p.A.?
7. Da ultimo, non ritiene l’Illustrissimo Signor Sindaco più opportuno e certamente maggiormente prudente attendere la definizione delle condizioni di partecipazione alla compagine societaria di CremonaFiere S.p.A. da parte di un nuovo partner prima di ridurre in modo consistente i diritti di partecipazione del Comune di Cremona alla società stessa e conseguentemente i poteri di tutela del patrimonio dei cittadini di Cremona?”.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Ussignùur

    Ma di chi era il voto contrario? Sarebbe interessante sapere perché tutti si siano allineati, perdendo di fatto potere e controllo sull’amministrazione ed eventuali alienazioni…

  • Giacomo Zaffanella

    Se non erro il voto contrario è quello del Consorzio Agrario…..gli unici che cercano di tenere una linea contraria al pensiero unico che sta rovinando Cremona….e il sindaco ancora una volta se la ride

    • Ussignùur

      Grazie.