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Anche la grande distribuzione
soffre, chiude Conbipel,
timori per Mediaworld

Anche le multinazionali vacillano sotto la crescita delle vendite online. In un anno che non è cominciato bene per il commercio al dettaglio, come mostrano recenti dati di Confesercenti (a febbraio – 1,7% nei negozi di vicinato; stazionaria la grande distribuzione), anche i grandi marchi reimpostano le loro politiche commerciali mettendo a rischio sedi e posti di lavoro. Preoccupazione c’è anche a Cremona e dintorni, nonostante non vi siano comunicazioni ufficiali di chiusure o cessioni di attività. Eccezion fatta per la Conbipel di Castelvetro piacentino, di cui è stata annunciata la chiusura nell’incontro sindacale nazionale del 6 aprile scorso a Roma. Ai lavoratori del centro commerciale alle porte di Cremona è stata proposta una possibile  ricollocazione a Cesano Boscone, che non risulta facilmente attuabile per la maggior parte di loro.

E poi c’è Mediamarket, proprietaria della catena MediaWorld, con punto vendita nel centro commerciale di Gadesco. Se per ora i lavoratori cremonesi possono stare tranquilli, non è serena l’aria che tira in altre parti d’Italia.  Un incontro sindacale presso il Ministero dell’Industria del 12 aprile si è concluso con un nulla di fatto circa l’annunciata chiusura dei punti vendita di Grosseto e Milano stazione Centrale. Previsto inoltre il trasferimento della sede da Curno (Bg) a Verano Brianza; soppressione del bonus presenza e della maggiorazione economica del 90% per il lavoro domenicale (riconoscendo solo il 30% previsto dal contratto nazionale); interruzione del contratto di solidarietà in 17 punti vendita (in Liguria, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna) per l’equivalente di circa 200 dipendenti. Sempre a Gadesco lo scorso anno aveva chiuso H&M.

Chiusure anche per il gruppo Limoni e Douglas: il primo marchio ha chiuso da tempo il punto vendita all’interno del complesso Oviesse in centro città; Douglas è presente al CremonaPo.  Per la catena di profumerie, tra giugno e luglio è prevista la fusione per incorporazione delle società La Gardenia e Llg in Limoni e a gennaio-febbraio 2019 la fusione di Limoni in Douglas. Le società hanno previsto la chiusura di 26 negozi e la vendita di una ventina di punti vendita come prescrive l’Antitrust.

Ristrutturazione in corso anche per la rete di supermercati TuoDì, che ha chiuso il punto vendita di via Ghinaglia. Il gruppo ha presentato richiesta di concordato preventivo in continuità e avviata procedura di trasferimento di 61 punti vendita in varie regioni, per un totale di  324 addetti.
Ipotesi cessione di complessivi 99 punti vendita. Stessa sorte anche per il Dico Discount di via Brescia, appena fuori città, anch’esso chiuso e anch’esso al centro di una cessione di negozi su scala nazionale.

“Nella sostanza – commenta Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti –  i consumi delle famiglie crescono (è stimato l’1,3-1,4%% per quest’anno), anche se di poco, ma si indirizzano verso i servizi, piuttosto che verso i beni e per questi ultimi cresce la quota degli acquisti effettuati online sulle piattaforme dominate da operatori internazionali.  In questo scenario è assolutamente prioritario mettere insieme provvedimenti, anche temporanei, per sostenere le vendite e le piccole strutture del commercio, che già hanno subìto forti conseguenze di una crisi lunga e profonda. I consumi interni, va sottolineato, sono decisamente depressi e questo è un pessimo segnale per la ripresa economica del Paese, anche considerato lo scenario di incertezza politica in cui l’Italia si trova in questo momento”.

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Commenti
  • Donato Sgarzi

    Poverini, sono in crisi… Peccato che negli anni 2000 quando hanno messo in ginocchio il commercio dei negozianti fatti di famiglie, non si sono fatti scrupoli. Mi spiace per chi ci lavora ma per le loro politiche aziendali, per me meritano di chiudere anche domani!

  • Ronni

    Sono in crisi in tutta Europa, cremona arriverà un po’ dopo ….grazie anche alla mano che i nostri amministratori gli stanno dando trascurando la città , ma il processo sarà irreversibile

    • coD77

      Il commercio online rimarrà in mano ai grandi colossi tipo Amazon e i guadagni finiranno all’estero nelle tasche di pochi. Le nostre città vivono anche con le tasse dei piccoli negozianti che chiuderanno per colpa del commercio online (è impossibile per un piccolo gareggiare quando ci sono i colossi), sarà sempre più difficile valorizzare le città.

  • Guido Omodei

    Conbipel ha chiuso per mancato rinnovo contratto affitto

  • KENSHIRO

    lo sappiamo tutti di chi è la colpa sono i siti di vendita on-line che stanno surclassando i negozio come mediaword trony ecc ecc