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Accoltella poliziotto e tenta
di gettarlo dalle scale,
arrestato per tentato omicidio

Il condominio di via Bissolati dove si è verificata l'aggressione

Ha accoltellato un poliziotto, poi ha cercato di buttarlo dalla tromba delle scale e infine ha morsicato sia lui che il collega: è finito così in manette durante la notte un nigeriano 33enne.

Il questore Gaetano Bonaccorso, il commissario capo Pietro Nen e due degli agenti intervenuti

E’ accaduto in via Bissolati nella notte tra lunedì e martedì, dove la Squadra Volante della Questura è  intervenuta nell’ambito di una lite in condominio, che vedeva coinvolti alcuni nigeriani. Erano circa le 22 quando le pattuglie Volanti, agli ordini del commissario capo Pietro Nen, sono state allertate dalla Sala Operativa, su richiesta di una donna nigeriana.

Dopo aver raggiunto l’appartamento, salendo le scale, gli agenti hanno bussato, pensando di dover semplicemente sedare una normale lite in famiglia. Certo non si aspettavano che l’uomo che si era presentato ad aprire, armato di un coltello da cucina con una lama di 20 centimetri, gli si scagliasse addosso, cercando di colpire uno dei due poliziotti al petto.

L’arma

L’agente è riuscito a schivare parzialmente il colpo, deviandolo sulla spalla. Questo gli ha però provocato una profonda ferita, fortunatamente non letale. Per la violenza del colpo, l’arma si è spezzata. La rabbia dell’aggressore non si è però placata: ha infatti preso di peso il poliziotto, cercando di scaraventarlo giù dalla tromba delle scale. Ad evitare il peggio è stato un collega, che lo ha aiutato trattenendolo per il cinturone e la giacca. Non contento il nigeriano lo ha anche morso a un dito, con una tale violenza da bucare i guanti protettivi.

Successivamente si è scagliato anche contro il secondo agente, morsicandolo con violenza sul petto. In ausilio agli agenti è quindi intervenuta una seconda pattuglia, che è riuscita a fermare la violenza dell’uomo grazie all’utilizzo di uno spray urticante. Nei suoi confronti è quindi scattato l’arresto, con l’accusa di tentato omicidio aggravato, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Peraltro l’uomo era già destinatario di un’ordine di custodia cautelare per violenza sessuale (verificatasi in Sardegna), per la quale doveva scontare sette mesi.

L’uomo si trovava ospite a casa di connazionali, con i quali aveva un rapporto di amicizia. Seguiranno poi degli accertamenti amministrativi in quanto risulta irregolare sul territorio italiano. Il nigeriano, M.M., 33 anni, dopo aver scontato la pena in carcere verrà espulso.

“Si trattava di un’attività di routine, quella della lite in famiglia” ha detto il questore, Gaetano Bonaccorso. “Ma proprio in questo tipo di intervento accadono cose spiacevoli. Fortunatamente i nostri operatori hanno dimostrato grande preparazione e professionalità, per cui abbiamo solo due operatori feriti, ma avrebbe potuto finire peggio. La presenza di due volanti per strada, stanotte, è stata fondamentale. Ai colleghi auguriamo una pronta guarigione”.

Laura Bosio

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Commenti
  • Sorcio Verde

    Ma questo soggetto cosa doveva combinare ancora per essere finalmente espulso?
    E gli “amici” del violentatore/aggressore/quasi omicida, nessuna conseguenza?

  • paolo

    Taser…..

    • paolo

      “E i migranti oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione. E ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita molto diffuso per tutti noi, loro sono l’avanguardia di quello… dello stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi.” ipse dixit….

  • Maumaro

    40 milioni anno per la sola provincia di Cremona, per ospitare questi individui.

  • Mirko

    Quando succedono queste cose vado in bestia……questa gente va messa al muro e colpo alla testa.
    Hanno rotto, qui non è Africa, questa è Italia e certa gente non ci deve stare e basta andare a prenderli, si gira la prua e si trainano in Africa e fine

  • Roberto Bona

    Se è vero che il questore ha detto: “abbiamo solo due operatori feriti” rabbrividisco. SOLO feriti! Non ho altre parole.

    • Andrea Torna ✰ ✰ ★ ✰ ✰

      Si anche perché sono due su due… non mi sembrano poi così preparati….

  • erisso

    In un paese civile e normale, se in una pattuglia di due poliziotti uno viene aggredito e accoltellato, l’altro spara. Qui invece il questore sostiene che la professionalità degli ‘operatori’ (sic!) è dimostrata dal fatto che sono solo feriti. Complimenti.

  • Donato Sgarzi

    Questa è solo la punta dell’iceberg, e non possiamo fare nulla, l’Europa deve intervenire a sostegno dell Italia nelle operazioni di recupero, di identificazione e di espulsione, qui servono le nazioni unite alle frontiere, da soli non riusciamo a placare un emorragia continua

  • Franco Ferrari

    Ma come vi permettete di criticare l’operato di questi agenti? Riuscire a disarmare un esagitato armato di coltello senza ricorrere alle armi è indice di grandissima professionalità e senso del dovere. Chi scrive certe cavolate si è mai trovato in una situazione simile? Se la risposta è no deve solo stare zitto.

    • Mirko

      Ma come ti permetti tu di criticare gente che scrive liberamente su un giornale interattivo, il senso del dovere non è disarmare un pazzo, ma far sì che questo elemento non arrechi problemi ad altri(è il lavoro che hanno scelto).
      E quali sarebbero le cavolata scritte?? Sparare per difendere un proprio amico/collega…..io avrei sparato, solo che in italia(grazie a gente che la pensa come te) se lo fai, pur essendo la legge, vai in galera tu per legittima difesa.
      Ricordati che questo gesto non è un attentato alla vita di un poliziotto, ma un aggressione allo stato,perché è questo che rappresenta l’agente in servizio…..dormici su

      • Illuminatus

        In USA la polizia avrebbe ammazzato il delinquente ben prima che un agente venisse ferito. Là esagerano sicuramente, ma una giusta via di mezzo c’è: carcere per qualche anno, poi espulsione.

        Ora però anche i giudici devono essere d’accordo, e forse prima ancora, i legislatori.

        • Mirko

          Concordo

  • Claudio Cifoni

    ITE AF ILLUM LOCUM _ Signori protettori dei criminali – Pensare invece del bene dei servi del publico i quali rishiono sempre la loro vita e salute – per fare Sì che cittadini siano salvi da certi energumeni. Sia coem sia cercasi sempre d’evitare certri affronti , però qunado trattasi del pericolo di vita ??????

  • Franco Ferrari

    Ripeto: secondo me due poliziotti che utilizzando il minimo della violenza riescono a disarmare un delinquente sono due eroi. Se avessero sparto non mi permetterei di criticarli: avrebbero fatto il loro dovere in un altro modo e direi loro BRAVI. Non avendo sparato ed essendo riusciti ugualmente nella loro MISSIONE mi sento di dirgli: EROI.
    I miei complimenti agli eroi da salotto che sanno come si sarebbero comportati in una situazione simile e che avrebbero senz’altro fatto meglio…..

    • erisso

      Se lei rilegge tutti i commenti, vedrà che nessuno critica l’operato degli agenti. la critica, anche feroce ma, credo, legittima, è 1) a un sistema che impedisce loro di attuare la legittima difesa usando tutti gli strumenti che hanno a disposizione, armi incluse, specie di fronte a un chiaro tentativo di omicidio, come in questo caso; 2) a un paese che a furia di difendere Caino si è completamente dimenticato di Abele; 3) a un sistema giudiziario che sembra fatto apposta per lasciare in circolazione stupratori riconosciuti e omicidi potenziali; 4) a una politica che ha consentito di entrare in casa nostra a un esercito di malfattori.

      • Franco Ferrari

        Il Sig. Torna, in risposta al suo primo post, sostiene che essendo stati feriti non erano così preparati. Altri sostengono che avrebbero fatto meglio di loro (sparando). Sono da sempre un fautore della legittima difesa e di una legge che tuteli più il cittadino onesto e meno il delinquente. Sono pienamente d’accordo con lei che legislatori e giudici si occupino molto più di Caino che di Abele. Chi va in galera ci deve stare fino all’ultimo giorno della propria condanna. Ma le garantisco che, avendo conosciuto chi ha “vinto” un conflitto a fuoco e vedendo le conseguenze sulla sua vita, sono contento per questi due EROI che, anche feriti, continueranno a dormire sonno tranquilli.

      • Mirko

        Parole sante