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Il mito di Stradivari affascina
Mosca. Cremona e Museo
del Violino protagonisti

La mostra “Myth of Stradivari”, al Russian National Museum of Music di Mosca si è chiusa lunedì nel segno del successo e di nuove collaborazioni bilaterali tra Cremona e la Russia. Il vice primo ministro Olga Golodets ha dichiarato: “Ora c’è un grande progetto, “Russian Seasons” in Italia, con oltre trecento eventi con il duplice scopo di valorizzare il patrimonio musicale di due Paesi e promuovere la cultura della conservazione degli strumenti musicali. Per noi è particolarmente importante”.
L’esposizione ha presentato 15 strumenti, frutto del lavoro di Antonio Stradivari, Andrea e Nicola Amati, Giuseppe Guarneri del Gesù, Enrico Ceruti e di altri maestri italiani che hanno segnato le varie fasi della lunga storia dell’arte liutaria a Cremona, svelando ai visitatori non solo la storia del violino e degli archi, ma anche i segreti di quest’arte, le fasi di progettazione e di costruzione degli strumenti.
Una vetrina d’eccezione per Cremona e la liuteria, poiché il Russian National Museum of Music di Mosca, fondato nel 1912, è uno dei più antichi e più importanti musei di musica al mondo. Il catalogo contiene oltre un milione di oggetti. Accanto a manoscritti, partiture, rare incisioni vi è un importante corpo di 286 strumenti dal sedicesimo al ventesimo secolo, con una preziosa sezione di archi cremonese di Stradivari, delle famiglie Amati, Guarneri e Bergonzi.
I due concerti di gala presso l’Ambasciata italiana in Russia e presso la Sala Piccola del Conservatorio Čajkovski, sono stati occasione per ascoltarne alcuni, tra i quali il violino Santo Serafino (1749) di cui proprio a Cremona è stato curato il restauro. Grande ammirazione ha destato l’esibizione di Giuseppe Gibboni, talentuoso allievo dell’Accademia Stauffer e finalista al premio Paganini, cui per l’occasione sono stati affidati un violino Guarneri del Gesù ed il Giorgio Cé medaglia d’oro al Concorso Triennale di Liuteria del 1976. In platea anche il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e il Rettore dell’Università di Pavia Fabio Rugge in missione a Mosca per lavorare ad un accordo italo-russo sulla formazione di specialisti russi nell’ambito della conservazione e restauro degli strumenti musicali.
Lunedì 23 aprile, invece, Cremona ed il Museo del Violino sono stati protagonisti del seminario “La conservazione e il restauro degli strumenti musicali. L’esperienza dei Musei e delle Istituzioni Culturali di Rilievo in Italia”. In una giornata intensa di studi e contenuti, davanti ad una vasta platea di operatori museali e restauratori, dopo l’introduzione di Olga Strada, direttrice dell’ Istituto Italiano di Cultura di Mosca, si sono susseguiti gli interventi di Virginia Villa e Fausto Cacciatori, direttore generale e curatore del Museo del Violino, Annalisa Bini, direttore delle attività cultuali Biomediateca e Museo degli Strumenti musicali dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, Michele Magnabosco, bibliotecario conservatore dell’Accademia Filarmonica di Verona, e di Bernard Neumann, restauratore e docente di laboratorio de corso di Laurea Magistrale dell’Università di Pavia, che ha presentato le azioni di recupero funzionale, attualmente in corso a Cremona, del violoncello storico di scuola veneziana della Collezione di Stato.
“La continuità – osserva Virginia Villa – è il dato caratterizzante la collaborazione tra Museo del Violino e Collezione di Stato della Federazione Russa. Nel 2014, nell’ambito del progetto friends of Stradivari, furono esposti a Cremona una viola Stradivari, un violino Guarneri del Gesù e una viola da gamba Girolamo Amati. In quell’occasione presentammo il know how del museo e della città nell’ambito delle pratiche di conservazione e restauro. Competenze che poco dopo condividemmo nel recupero funzionale di due strumenti. Ora, con la mostra “Myth of Stradivari”, gli accordi nell’abito della formazione, gli eventi della rassegna “Russian Seasons” questa sinergia guarda al futuro, riaffermando il primato internazionale di Cremona e del Museo nell’ambito della liuteria storica e contemporanea”.

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