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1948, emergenza sangue:
i tavoli dell'osteria Cerri
lettini per le trasfusioni

1948, settant’anni fa. Una storia incredibile emerge dagli archivi. Ufficialmente l’Avis cremonese non era ancora nata (nascerà nel 1952). Ma la sensibilità sul dono del sangue e la generosità verso il prossimo era già nel Dna della nostra gente. Così, pur negli anni difficili del dopoguerra, tra miseria e tensioni politiche, un gruppo di donatori si era già costituito e le trasfusioni avvenivano presso le stanzette della sede dell’Anpi.

Dall’Istituto Sieroterapico milanese arrivò in città una richiesta urgente di sangue, tanto sangue. Serviva quindi una sala con letti, materassi e un ambiente pulito. Le tre stanzette dell’Anpi non bastavano. La richiesta venne girata all’ospedale, allora nella vecchia sede nell’attuale piazza Giovanni XXIII ma la risposta non arrivava e da Milano si faceva premura per l’impellenza delle donazioni. La discussione fu accesa anche dentro l’Osteria Cerri, proprio in piazza dell’ospedale vecchio.

Il proprietario Luigi Cerri non si fece pregare. “Avete bisogno di una camera vasta con dei letti? Ci penso io”. Così da Milano arrivò un medico e quattro giovani infermiere e, increduli, vennero accompagnati all’osteria da Cerri. Qui nel salone dei banchetti era disposta ordinatamente una fila di materassi sui tavoli con lenzuola bianche di bucato. I donatori presenti (62 di cui venti provenienti da Casalbuttano) si sdraiarono a turno su quei tavoli per essere sottoposti al prelievo e nella metropoli vennero inviati 19 litri di sangue. Luigi Cerri offrì ai donatori un immediato ristoro con panini e vino, a conferma del detto che il vino fa buon sangue. E il quotidiano locale poté titolare:”Trasfusioni di sangue sui tavoli dell’osteria”.

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