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Assemblea agricoltori: ok al
bilancio, ma da 17 consiglieri
la fronda contro Nolli

Alla presenza di numerosi ospiti, tra cui il Vescovo di Cremona, molti esponenti politici del territorio, Massimiliano Salini, Silvana Comaroli, Danilo Toninelli, Anna Lisa Baroni, e consiglieri regionali, Federico Lena e Matteo Piloni, il sindaco di Cremona Galimberti, il presidente della Provincia Viola, nonché esponenti di Confagricoltura, Matteo Lasagna, vice presidente nazionale e Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia, Francesco Martinoni presidente di Confagricoltura Brescia, si è tenuta l’assemblea annuale dei soci della Libera.

Nella prima parte l’esposizione del bilancio di chiusura del 2017 che ha fatto registrare una chiusura nettamente positiva approvata all’unanimità dei soci. Analoghe previsioni anche per il preventivo 2018, che pure è stato approvato ma con 14 astensioni. Astensioni verificatesi in seguito ad una vivace discussione di taglio prettamente sindacale a cui il presidente Nolli ha risposto puntualmente.

Ai soci presenti sono state fornite informazioni sui bilanci aggregati di Libera e Libera srl, nonché su quello del gruppo editoriale. A riprova della buona gestione del gruppo nel suo insieme tutti presentano netti miglioramenti ed una forte diminuzione dell’indebitamento bancario. Nella seconda parte dell’assemblea, aperta agli invitati, apprezzata la relazione del presidente Nolli che ha evidenziato le principali criticità per l’agricoltura, e che ha fornito numerosi spunti per il dibattito e per gli interventi degli ospiti. Molto apprezzato e mirato l’intervento di Donatello Sandroni, agronomo e divulgatore scientifico che ha rotto molti falsi miti e luoghi comuni sull’utilizzo della chimica in agricoltura.

Ma non tutto è tranquillo dalle parti di piazza del Comune. Diciassette consiglieri (su un totale di 36) con un articolato documento hanno infatti reso noto il loro dissenso sulla gestione dell’Associazione. Critiche al presidente sulle convocazioni di consigli e giunte non in linea con lo statuto ma soprattutto sulla gestione delle ultime vicende: in primo luogo l’Apa e il pasticcio sull’invito a non pagare le quote, poi la scelta sbagliata delle strategie di intervento sul Consorzio Agrario e sulla fusione con la Cooperativa di Asola, poi la strategia perdente sul consiglio dell’Aral che ha dato tutto l’ente nelle mani di Coldiretti ed infine la totale mancanza di un progetto sindacale, politico, economico e gestionale che ha fatto perdere alla Libera il proprio ruolo nel territorio di cui non è rimasto più nulla. Tra i firmatari molti agricoltori cremaschi tra cui il decano dei consiglieri Cesare Pasquali e Francesca Picasso, già presidente lombarda dell’Anga e vicepresidente nazionale.

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