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Trenitalia propone a Regione
il controllo di Trenord:
in cambio nuovi treni

Trenitalia ha proposto a Regione Lombardia di acquisire il controllo di Trenord, mediante trasferimento dell’1% del capitale sociale da Fnm (società della Regione). Attualmente i due partner (Trenitalia e Fnm) sono soci paritari e regione Lombardia risulta allo stesso tempo gestore e committente del servizio di trasporto regionale:  il nuovo assetto dovrebbe facilitare il superamento dei tantissimi dissevizi che vivono quotidianamente i pendolari delle linee lombarde, primi fra tutti quelli della Cremona – Codogno – Milano, della Cremona – Treviglio, della Cremona – Brescia, solo per restare sulle linee che toccano il capoluogo.

La novità è stata annunciata oggi  a Milano da Orazio Iacono, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia ed è finalizzata a “superare la dialettica che ha bloccato il rilancio degli investimenti in Trenord negli ultimi anni”. La formula è quella dell’usufrutto delle azioni ed è subordinata all’autorizzazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Non prevederebbe cessione di proprietà ma il ‘trasferimento’ per un tempo definito di una quota pari all’1% del capitale sociale di Trenord, da FNM in favore di Trenitalia che attualmente ne detiene il 50 per cento.
Con la nuova governance Trenitalia assumerebbe così la gestione della Società. La Regione Lombardia, invece, committente del servizio avrà un ruolo di controllo societario e vigilanza sulla qualità del servizio. Ora si attende la risposta di regione Lombardia al nuovo Piano.
Il rinnovo della flotta di Trenord proposto da Trenitalia – che dovrà trovare copertura nel contratto di servizio con la Regione – sarà possibile ricorrendo all’Accordo quadro siglato da Trenitalia con le aziende costruttrici, vincitrici della gara internazionale.

Tutti i nuovi treni regionali entro il 2022, con tre anni di anticipo rispetto a quanto previsto. Dimezzamento dell’età media dei convogli, da 20 anni nel 2018 a 10 nel 2022. Miglioramento della puntualità del 12,5%, entro il 2021. Dimezzamento delle cancellazioni dei treni. Aumento del 6% della soddisfazione del viaggio nel suo complesso (puntualità, pulizia, comfort, informazioni e permanenza a bordo). Questi sono i principali impegni contenuti nel Piano industriale proposto da Trenitalia a Regione Lombardia, per il rilancio del trasporto regionale lombardo.
Proposta che la Regione sta analizzando in tutti i suoi aspetti per verificare che possa dare in tempi medio/brevi risposte concrete all’esigenza di mobilità dei pendolari lombardi.
I nuovi treni, Rock e Pop, la cui consegna inizierebbe nella seconda metà 2019 per concludersi nel 2022, sono costruiti – assicura una nota di Trentalia “attorno alle esigenze dei pendolari e del personale di bordo. Sono treni più comodi, più sostenibili sul piano ambientale, più accessibili anche alle persone a ridotta mobilità e con disabilità. Inoltre, saranno dotati di tutti i livelli di comfort e di telecamere a circuito chiuso, che diffonderanno “live” sui monitor di bordo le immagini, aumentando la security a bordo treno.
L’arrivo dei treni Pop e Rock in Lombardia si inserirebbe in una strategia complessiva di rilancio del trasporto ferroviario regionale e di una mobilità che privilegi, rispetto all’auto privata, soluzioni di trasporto collettive, condivise, integrate e sostenibili”.

LE REAZIONI – La proposta di Trenitalia non sembra incantare Dario Balotta, che parla a nome di ‘Liberi e Uguali’: “Le FS promettono treni nuovi, che non ci sono, in ogni regione per prendere il controllo delle gestioni ferroviarie con affidamenti diretti evitando le gare. Promesse fatte recentemente ai Governatori della Sicilia, del Veneto e della Liguria in cambio di 15 anni di concessione. Le gare hanno cambiato faccia il tutta Europa ai trasporti ferroviari aumentato l’efficienza, ridotto i costi di gestione e migliorato l’ambiente. La crisi di Trenord non si risolve solo con mirabolanti quanto incerti piani di acquisti di treni e neppure con una nuova governance societaria. Quel che serve è una profonda revisione della fallimentare gestione organizzativa dell’azienda e del federalismo ferroviario che sommando le FNM alle FS ha dato vita ad un “mostro bicefalo” ingestibile costoso per i contribuenti e utile per politiche consociative e spese allegre”.

Sulla necessità di una gara insiste anche Matteo Piloni, consigliere regionale Pd: “Riteniamo certamente positiva la proposta di Trenitalia di portare 161 nuovi treni sulle linee lombarde in tempi brevi, ma al tempo stesso vogliamo richiamare l’attenzione verso la sicurezza e gli investimenti sulla rete e nelle stazioni, lasciate sempre più vuote di servizi e controllo, sui lavori di manutenzione, sul materiale rotabile e sulla dotazione di personale viaggiante. Per questi motivi abbiamo chiesto che Fontana, in tempi rapidi, venga in Commissione a riferire, sia sotto il profilo tecnico che giuridico, in merito alle intenzioni della sua amministrazione rispetto alla proposta di Trenitalia. Riteniamo, infine, che la valutazione rispetto alla proposta di Trenitalia non escluda la possibilità di effettuare una gara pubblica europea per la concessione di un servizio all’altezza delle aspettative dei cittadini lombardi”.

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