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Stalking e pesanti molestie
nei confronti della ex moglie,
arrestato 40enne cremonese

L’escalation di rancore e il desiderio di rivalsa da parte di un 40enne cremonese nei confronti della ex compagna, colpevole, secondo lui, di averlo lasciato e di frequentare un altro uomo, lo ha portato a finire in manette con l’accusa di stalking.

Dalle parole che si leggono nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 15 maggio dal Gip Pierpaolo Beluzzi nei confronti dell’uomo, disoccupato cremonese, emerge una situazione di forte ossessione e morbosità. Il provvedimento è giunto dopo una lunga indagine effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Cremona, agli ordini del maggiore Rocco Papaleo, e coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Lisa Saccaro, che ha portato a individuare nell’uomo una condotta riconducibile a veri e propri atti persecutori, reiterati nel tempo e commessi tra il mese di febbraio e il mese di aprile scorsi nei confronti dell’ex coniuge, una 32enne di Cremona.

L’uomo la molestava telefonicamente, numerosissime volte al giorno, chiedendo ossessivamente a lei e ai tre figli minorenni, informazioni circa la sua vita privata,  eventuali sue relazioni sentimentali. Non solo: la molestava sessualmente, minacciandola con frasi ingiuriose ed epiteti offensivi e volgari e la perseguitava con continui appostamenti, in modo da farle temere per la sua stessa incolumità. Tanto che la donna si era trovata costretta a cambiare, per paura, le proprie abitudini di vita.

La donna, esasperata, aveva sporto denuncia ad aprile. Una denuncia in cui ha raccontato anche episodi di maltrattamenti in famiglia, risalenti a un anno prima. In particolare, nel marzo 2017 l’ex marito, già condannato per il reato di maltrattamenti in famiglia, mentre era sottoposto già dal dicembre 2016 alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa, aveva ripreso a molestarla telefonicamente con numerosissime chiamate, effettuate da diversi telefoni.

Dopo la scadenza della misura applicata nei suoi confronti, l’uomo non aveva più dato notizie di sé, finché poi non era stato autorizzato ad avere degli incontri con i tre figli: proprio in quelle occasioni aveva iniziato a far loro domande insistenti sulla vita privata della madre. Di lì erano ricominciate le molestie e i pedinamenti.

Il 40enne in tutto questo tempo, nonostante fosse stato ammonito nel corso degli interventi effettuati dai Carabinieri su richiesta della donna ogni volta, non ha mai dato segno di ravvedimento. Insomma, una situazione che rischiava di degenerare. Tanto che, secondo il Gip, è emerso con chiarezza il potenziale pericolo per l’incolumità della donna e dei suoi figli.

L’escalation delle condotte moleste e minacciose, nonché la totale assenza di capacità di controllarsi, hanno indotto gli inquireti a temere un’esplosione di violenza nei confronti della ex moglie e dei suoi figli, e di qui la decisione di disporne l’arresto.

Grande soddisfazione da parte dei Carabinieri di Cremona, per un’azione che va a tutela delle fasce più deboli. “E’ sconvolgente constatare come episodi simili, quando l’amore finisce emerga una costante pretesa di assimilazione e di possesso da parte dell’uomo sulla donna” commenta Papaleo. “Gli ultimi casi di cui i reparti della Compagnia si sono occupati, dimostrano come il potere maschile porti a uno squilibrio nei rapporti e nei ruoli. La violenza domestica è la prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 16 e i 40 anni: più degli incidenti stradali, più delle malattie. Per questo è necessario sottrarsi a quella reazione immediata che porta a pensare di non essere coinvolti in questo tipo di fenomeni. E’ necessario invece cercare di inquadrare tempestivamente la criticità di una situazione e fornire il massimo sostegno a chi lancia un grido di aiuto. Vediamo con episodi quotidiani che anche la violenza sulle donne, che in alcuni casi si spinge fino all’omicidio, non è una collezione di fatti privati, ma una tragedia che parla a tutti; pertanto è necessario non sottovalutare qualunque segnale provenga in tal senso e continuare a lavorare ponendo la necessaria attenzione perché tali episodi non accadano più”.

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