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Amici Centro Italia, da
Cremona e Martignana 50
q. di materiale consegnato

Base di partenza come ormai da alcuni viaggi Amatrice. Tante le frazioni raggiunte con l'aggiunta di alcuni punti nell'itinerario solito. Raggiunti Poggio Vitellino, una qundicina di residenti

CREMONA/MARTIGNANA PO – Oltre cinquanta quintali di materiale consegnato (fioccato per animali da allevamento, mangime per galline, cibo secco ed umido per cani e gatti, cibo a lunga conservazione per persone, integratori per bovini, materiale per l’igiene degli ambienti e delle persone). Si è conclusa così la missione di Amici Centro Italia, associazione in via di riconoscimento, giunta alla nona spedizione in terra marchigiana. Del gruppo, oltre ai volti storici Federico Corrà (vicepresidente di Confcommercio Cremona), Cosetta Cerri, Nazzareno Condina e Roberto Gastaldi, hanno fatto parte Gerardo Paloschi, direttore generale di Linea Com, Nadia Bragalini, presidente del Gruppo Terziario Donna di Confcommercio Cremona, Annamaria Giacometti, Clara Campese presidente di FISE Veneto, e Gianluca Gemo. Sul posto, a fare da supporto e da guida, come sempre, il WWF ternano con Antonella Schimt Poma e Giampaolo Oddi. Base di partenza come ormai da alcuni viaggi Amatrice. Tante le frazioni raggiunte con l’aggiunta di alcuni punti nell’itinerario solito. Raggiunti Poggio Vitellino, una qundicina di residenti che dopo l’emergenza non era più stato toccato da nessuna missione d’aiuto e Illica.

CASALI DI SOTTO – … una tavola imbandita, nella tradizione locale che vede cucinare per 30 anche quando si è in 10. A prepararcela Giannina, che avevamo conosciuto sin dai primi viaggi. Giannina è una donna dal sorriso contagioso. Di quelle che lottano ed han deciso di continuare a lottare. “Mi avevano proposto una casetta a Turrita, ma ho detto no. Io ho anche problemi di salute, ma qui ho il mio ambiente che conosco bene. Che ci vado a fare a Turrita? Qui ho il mio orto, la mia insalata e i miei animali”. Cani e gatti. “Anche se – ci dice sorridendo Giannina – i gatti gli do da mangiare io quando lui non c’è, perché lui vede solo i cani. Animali miei? No, si sono raccolti qui dopo il terremoto”. Giannina e il marito si sono costruiti uno spazio loro. Prima del terremoto era una specie di deposito, dopo è diventato casa. La coppia di anziani coniugi è rimasta qui anche sotto la neve. La casa è 100 metri più sotto. Una bella struttura colonica con l’esterno in pietra a vista “E muri spessi – raccontano – quella è casa mia. Da fuori sembra tutta intatta, dentro è un disastro”. A Casali di Sotto poche le case che sono rimaste agibili, ed anche quelle agibili circondate da case a rischio crollo o già parzialmente crollate diventano inutilizzabili. “Il nostro paese non l’avremo più. Poi dicono che sotto c’è l’acqua, non può essere ricostruito…”

AMATRICE – … Amatrice di notte è una città strana. Lunghissimi silenzi rotti solo, di tanto in tanto dal passaggio di qualche macchina. Nel primo troncone del nuovo centro commerciale dove si raggruppano le piccole attività che un tempo avevano spazio altrove, alle 23.40 sono il solo ad aggirarmi. Dall’altra parte della strada ci sono le SAE in legno. Tutte uguali, poste l’una accanto all’altra. A dividerne la fila spazi pubblici con qualche seduta. C’è pure un piccolo spazio per bambini. Una donna esce ad annaffiare i fiori. Si sente lontano il raglio di un asino. Stanotte c’è una grande luna ad illuminare il cielo e miei compagni di strada sono i gatti. Decido di non andare più sotto come nell’ultimo viaggio con i Rotam, dove si riuniscono i ragazzi. Mi immergo nel silenzio di tutte quelle piccole luci gialle. Per oggi va bene così. Ho negli occhi il sorriso di Nunzia e Giannina, le mani disegnate dal lavoro dei loro mariti. E nella mente tante piccole voci. Non è mai semplice venire qui. È come decidere di mettere l’anima in una lavatrice pigiando poi il tasto della centrifuga. Ascolto racconti di vita, di rabbia, di fatica, di lentezze, di case che un tempo erano ed ora restano posate lì. “Quella è casa mia” ci dicono tutti al presente indicando strutture inagibili in cui non rientreranno mai più. “Quella è casa mia”. Ove casa è uno spazio imprescindibile che affiora perché lì hai ricordi e storia. Uno spazio che neppure un terremoto può nella mente portarti via…

POGGIO VITELLINO – … è una delle frazioni che Amici Centro Italia ha deciso di adottare. L’adozione è nata quasi per caso, durante l’ultimo viaggio. In uno dei luoghi in cui si scaricavano un po’ di prodotti ci avvicina un uomo. Chiede di dove siamo, gli spieghiamo un po’ di noi. “Da noi su a Poggio Vitellino non viene mai su nessuno”. Racconta sconsolato. Detto fatto. Raggiungere Poggio Vitellino non è semplice. Per raggiungere quello che era il paese la strada è stretta e a tratti dissestata, come tante delle strade qui. Il paese, aggrappato al costone del monte, è un paese fantasma. Le SAE sono state montate sull’altro versante, in alto. Una quindicina di persone, ed i loro animali. Lasciamo quel che possiamo. Nella prima delle SAE abita un anziano. E’ vestito da militare, ci guarda seduto di fianco all’uscio. Ogni giorno, da quel che ci raccontano, scende in paese per dare da mangiare ai gatti che son rimasti tra le pietre a vegliare i fantasmi delle strutture dove un tempo c’era vita…

SCAI – La vita va, prosegue con forza. Tre giovani imprenditori si occupano degli animali. Cavalli, pecore soprattutto. L’idea quella di andare avanti. Allevano cavalli da fatica. In uno dei recinti c’è un bardotto, un incrocio tra un’asina e un Pony. Ha un caratteraccio. “E’ un mese che cerco di abituarlo – ci spiega l’allevatore – ma ancora fa resistenza”. E’ nato tra i cinghiali, ha imparato a difendersi presto. Pippo partirà tra poco, destinazione Cremona. E’ stato infatti acquistato e troverà spazio nella struttura che ospita la struttura di Agropolis: sarà lì per i bambini che frequenteranno la scuola Steineriana pronta a partire. Certo, dovrà tranquillizzarsi un po’, ma ci si sta lavorando. Appena possibile se ne organizzerà il trasporto. “Intanto – ci spiega l’allevatore – lo tengo qui io. Sono felice che venga al nord per star bene, qui non l’avrei spostato da nessuna parte: non c’è posto migliore di questo qui da noi. Io lo tengo qui, sino a che non siete pronti a portarvelo via. E’ un animale speciale, e sarà pronto per i bambini. Certo non adesso, ma ci si può lavorare”…

LE CONCHE – Gianfranco è un ex giornalista. Ha lavorato per il Mattino di Napoli e per La Stampa. Giunto alla pensione aveva deciso di aprire un agriturismo in località Le Conche. Un posto straordinario in riva al lago. È di una bellezza struggente anche adesso che non c’è più nessuno. Restano lui, i suoi cani e i suoi gatti a vegliare il paese. Il lago nel frattempo lo hanno in parte svuotato. Per alleggerire la pressione sulla diga. “Un tempo l’acqua lambiva le case. Questo era un posto bellissimo. Nessuno ce lo ridarà più”. Restano i cartelli ed una piccola storia di piante che si intrecciano, di buche che si accavallano rendendo il percorso difficile. Restano i sogni interrotti e i gatti. L’ex giornalista vive in roulotte. “Non vado via, e poi chi ci pensa a loro?”. Loro sono gli animali, sono le pietre, è il rumore del vento tra le vecchie case e gli scorci del lago che si intravvedono. L’area è tutta isolata dal nastro, Gianfranco non consente a nessuno di entrarci, sono un po’ un privilegiato. Su un tavolo un gatto mi guarda e subito dopo s’allontana. Dal settembre del 2016 non sono poi molti gli sguardi che ha incrociato…

ILLICA – “Quasi 40 anni fa, un gruppo di giovani sognatori decideva di rimanere nella propria terra,anziché emigrare in cerca di fortuna come tutti gli altri. E nasceva la nostra cooperativa. Ora, 40 anni dopo, è ancor più necessaria la nostra Rinascita, con l’aspirazione di trasformare un territorio devastato dal recente sisma in una capitale di impegno sociale e di rinascita per le comunità locali!”. Questo si legge nel claim dell’azienda raggiunta dal gruppo cremonese. Un gruppo di persone deciso a non lasciarsi andare. La cooperativa Rinascita 78 opera in un territorio compreso tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale dei Monti della Laga, lontano dai grandi insediamenti industriali, diserbanti e pesticidi sono sconosciuti, ciò garantisce una produzione sicuramente biologica.
Gli animali: pecore, capre, maiali vengono allevati allo stato semibrado, d’inverno vivono nei ricoveri, mentre le mucche vivono sempre allo stati brado. La trasformazione e lavorazione viene fatta in maniera tradizionale a vantaggio della qualità. La vendita è diretta a favore del consumatore. Qui si producono carni bovine suine e ovine, agnelli e capretti, castrati, pecorino fresco e secco, ricotta fresca e salata e insaccati. Si producevano, e si producono tutt’ora. L’agriturismo della cooperativa Rinascita 78, nell’agosto 2016 in parte è venuto giù; le case dei soci sono state evacuate perché fortemente danneggiate. Macelleria e punto vendita sono andati distrutti, così come il pollaio. Illica ormai è solo un nome su una carta. Ci accoglie una donna. I figli sono in giro, per pascoli. I maremmani guidano le pecore e le capre “Tra un po’ arriveranno” ci dice nel pomeriggio. La donna ci mostra le foto di quella che era casa sua. “Abitavo in una vecchia struttura del ‘500 – ci spiega – con i soffitti a cassettoni e l’esterno in pietra. E’ crollato tutto”. Le restano le foto: “La casa potrà essere rifatta, ma non sarà mai più quella”. Fuori uno stuolo di cani, e un maremmano che non è con gli altri. “Ha problemi neurologici e motori, non può andare con gli altri e resta qui”. Nel grande spazio dell’azienda, un segno di fortissima vita in un luogo di distruzione, trovano spazio in tanti. Anche cani e gatti “Si sono raccolti qui dopo il terremoto, quelli che sono rimasti del paese. Qui spazio ce n’è…”. Beviamo una tazza di latte munto da poco, in uno spazio in cui gli odori dei formaggi colpisce più d’ogni altra cosa. Lo spaccio è un piccolo angolo dove ancora si resiste, si produce e si prova, per quel che si può, a sognare.

Tanti altri i posti raggiunti e le persone incontrate. Amici Centro Italia tornerà probabilmente ad inizio ottobre ad Amatrice e frazioni. Ma qualche grosso progetto sta bollendo in pentola. Progetti che, con i patners ormai raccolti nei nove viaggi già effettuati, hanno buone ragioni per essere un passo più avanti di semplici idee.

Nazzareno Condina

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