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Fusione, Fiesco dice No
Quasi il 60% contrario
A Castelleone pochi votanti

No alla fusione. Un dato significativo, sia in termini di affluenza che di percentuali di voti. Per essere approvata la proposta di unione di Fiesco con Castelleone necessitava della maggioranza dei voti favorevoli in entrambi i comuni. Ma la risposta di Fiesco è stata netta: quasi il 60% (59,32%) ha votato contro la proposta caldeggiata dai due sindaci Pietro Fiori (Castelleone) e Giuseppe Piacentini (Fiesco). Molto buona anche l’affluenza (63,10%, pari a 590 votanti) e superflua la divisione delle schede sulla scelta del nome e il risultato di Castelleone. Nel centro guidato dall’Amministrazione Fiori, tuttavia, hanno votato poco più di 1.600 persone, pari appena al 21,12% degli aventi diritto, segno che la proposta era sentita soprattutto a Fiesco. Percentuali estremamente significative, in ogni caso, per il ‘Sì’ alla fusione (92,32%), che però non sono servite allo scopo. Per quanto riguarda la scelta del nome, sia a Castelleone (62,98%) che a Fiesco (47,97%) la proposta che ha raccolto maggior consenso è stata quella di mantenere solo ‘Castelleone’ come nome dell’eventuale nuovo comune. Sfuma così la terza fusione nella nostra provincia, dopo i casi concretizzati di Drizzona con Piadena e Ca’ d’Andrea con Torre de’ Picenardi.

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