Un commento

650 siti hackerati, tra cui quello
del tribunale di Mi. Cremonese
a processo per 'phishing'

L’avvocato Ugo Carminati

Si sarebbe introdotto illegalmente nei codici di 650 siti, tra cui anche quello del tribunale di Milano. Negli anni, soprattutto tra il 2012 e il 2013, il presunto hacker Stefano Barca, 33 anni, cremonese, ha dovuto far fronte a numerose accuse di “phishing”, e cioè la tecnica che attraverso l’uso di internet mira a carpire informazioni personali e sensibili come dati anagrafici, password per i conti correnti online e codici di carte di credito, al fine di consumare illeciti bancari attraverso la rete, accedendo ai sistemi di home banking, ovvero a conti correnti e servizi online per disporre dei depositi attraverso operazioni e bonifici attuati in frode ai titolari. A suo carico, Barca ha ancora dei procedimenti penali pendenti. Uno dei processi che lo vede imputato di “phishing”, reato di cui è competente la procura distrettuale di Brescia, si aprirà ad ottobre in tribunale a Cremona. Ma è anche già stato condannato per fatti analoghi dal giudice Francesco Beraglia che lo ha giudicato colpevole di cinque episodi, di cui quattro in continuazione tra loro. Oggi, invece, l’imputato, difeso dall’avvocato Ugo Carminati, era a processo davanti al giudice Chiara Tagliaferri per ricettazione: secondo l’accusa, sei anni fa avrebbe utilizzato una carta di credito clonata emessa dalle Poste Italiane con la quale avrebbe effettuato acquisti di materiale elettronico a nome del vero possessore, facendoli però recapitare al suo domicilio. Si tratta di spese del valore di 278,99 euro la prima volta, e di 273,58 euro la seconda. In questo caso la procura di Cremona contesta al 33enne la ricettazione, in quanto non ci sarebbe la prova della clonazione della carta da parte dell’imputato. L’avvocato Carminati, però, anche in considerazione dei precedenti del suo assistito, ha chiesto al giudice la riqualificazione del reato, e cioè da ricettazione a “phishing”. In merito, il giudice deciderà venerdì prossimo. Se  dovesse accogliere la richiesta del legale, che intanto per il contestato reato di ricettazione ha già chiesto l’assoluzione, gli atti dovranno essere ritrasmessi alla competente procura distrettuale di Brescia. Per la ricettazione, il pm ha chiesto la condanna a 9 mesi e 700 euro di multa.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Commenti
  • mirko ansaldi

    Il loro talento andrebbe canalizzato in situazioni positive spero che capisca lettori fatto e che lo stato gli dia un lavoro per scovare pedofili e altri miserabili che si nascondono dietro ad un PC.