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Lgh, le competenze Smart
Land per lo sviluppo del
biometano in Italia

La roadmap di sviluppo di Cremona con le competenze Smart Land, rese disponibili dalla partnership industriale tra LGH ed A2A, prosegue nel suo percorso green. Nelle scorse settimane si è raggiunto un nuovo importante traguardo: la firma di un protocollo d’intesa tra Coldiretti, Bonifiche Ferraresi, Snam, GSE – Gestore dei servizi energetici – e A2A finalizzato al recupero del biometano e al suo utilizzo come risorsa ecosostenibile nel settore dei trasporti. In particolare, l’expertise di LGH e A2A verrà impiegata anche nella realizzazione del “progetto pilota”, previsto dall’accordo, per la realizzazione di un impianto a biometano presso il distretto agricolo di Jolanda di Savoia di Bonifiche Ferraresi, alimentato da scarti di lavorazione e reflui zootecnici.

“Siamo estremamente soddisfatti dell’avvio di questo importante progetto – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di LGH Massimiliano Masi – che testimonia, ancora una volta di più, la bontà della scelta condivisa con A2A di rendere Cremona il centro della vision Smart Land del Gruppo. A Cremona si delineano e si sviluppano le strategie e gli strumenti che rendono possibili la crescita e l’innovazione delle aree non urbane. In questo senso l’attenzione alla crescita sostenibile del territorio, di cui il progetto per lo sviluppo del biometano è un importante tassello, rappresenta un impegno quotidiano di LGH”.

L’Italia è il terzo Paese in Europa per consumi alimentati da fonti rinnovabili con una quota complessiva pari al 17,41% del totale dell’energia utilizzata a livello nazionale e ha raddoppiato in undici anni i propri consumi “green” da 10,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) nel 2005 a 21,1 milioni nel 2016 (dati Gse). Per sviluppare le opportunità di questo comparto è nato il protocollo di intesa che vedrà LGH e le sue competenze in un ruolo da protagonista. Il Gruppo A2A metterà a fattor comune il suo know-how di utility per modelli smart per il territorio.

In un’ottica di sviluppo sostenibile, economia circolare e decarbonizzazione, valorizzando gli scarti derivati dall’agricoltura e dagli allevamenti, l’accordo prevede la creazione di nuovi impianti di produzione e distribuzione del biometano al fine di promuoverne la diffusione e l’impiego.
Obiettivo della collaborazione è partecipare al processo di sostegno di una economia più sostenibile tramite una filiera che, per quanto riguarda il biometano, parta dalle aziende agricole e zootecniche – con l’utilizzo degli scarti delle coltivazioni e degli allevamenti – per arrivare a quelle della distribuzione del gas a livello nazionale. Operazione questa che vuole generare un ciclo virtuoso di gestione delle risorse, produzione di energia rinnovabile e sviluppo della ricerca scientifica anche verso carburanti green.

Anche a livello legislativo il ricorso a fonti energetiche “green” è indicato tra le priorità: il recente Decreto Ministeriale del 2 marzo 2018 di regolazione e sostegno del biometano si inserisce nel percorso di raggiungimento degli obiettivi italiani ed europei di impiego di fonti rinnovabili che Commissione, Consiglio e Parlamento hanno fissato per il 2030 nel 32%. Tali obiettivi fanno parte del pacchetto di direttive Clean Energy for All European che prevede anche obiettivi obbligatori di utilizzo di biocombustibili avanzati nel settore degli autotrasporti, tra cui il biometano.

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