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Tangenti all’ospedale, al via il
processo. Pm: ‘I procedimenti
Formigoni-Mariani riuniti'

Si è aperto oggi, davanti al collegio presieduto dal giudice Maria Stella Leone con a latere i colleghi Francesco Beraglia e Chiara Tagliaferri, il processo con giudizio immediato nei confronti dell’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani, accusata di corruzione e turbativa d’asta nell’inchiesta sul presunto giro di tangenti nella sanità lombarda. Nell’indagine è coinvolto anche l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni insieme all’ex direttore generale dell’assessorato alla sanità Carlo Lucchina e all’ex sottosegretario alla presidenza della Regione, Paolo Alli. Questi ultimi, a differenza della Mariani, che aveva chiesto il giudizio immediato, si troveranno il prossimo 10 settembre in udienza preliminare davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi che deciderà se rinviarli a giudizio, così come chiesto dalla procura di Cremona che ha ereditato gli atti da Milano per competenza territoriale. Non si esclude, però, che i due procedimenti sulla Mariani e su Formigoni, per ora separati, vengano accorpati. Lo vorrebbe il pm Carlotta Bernardini “per ragioni di economia processuale”, visto che si tratta della stessa inchiesta. Per tutti l’accusa ha già pronta una lista di testimoni di 40 persone. Per la Mariani, intanto, l’udienza è stata aggiornata al prossimo 27 novembre, quando saranno sentititi i primi due testimoni.

A difendere l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona c’è l’avvocato Leonardo Cammarata, che insieme al collega Francesco Arata ha difeso Antonio Conte nel processo sul calcio scommesse. “La Mariani”, ha spiegato il legale, “ha chiesto il giudizio immediato perché è assolutamente convinta di poter dimostrare la bontà del suo operato. Ora affrontiamo il processo senza scappatoie, anche perché non faremo questioni preliminari strane. Abbiamo fatto una lista testi di 15 persone, mentre il pm ne ha una quarantina, che sono quelli ovviamente già pensati per tutto”. “Il processo è molto tecnico”, ha proseguito l’avvocato. “La mia cliente è combattiva e ritiene di aver svolto un grande servizio all’ospedale facendo venire questa macchina e di averlo fatto in maniera regolare”.

Il processo è finito a Cremona in quando sede di uno degli ospedali destinatari di una fornitura di apparecchi diagnostici al centro della presunta corruzione. Al centro dell’indagine, in particolare, due forniture “dell’apparecchiatura diagnostica acceleratore lineare ‘Vero’” all’ospedale di Cremona e all’Istituto dei Tumori (quest’ultima non andò in porto). Secondo la procura, Formigoni avrebbe ottenuto dall’ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi utilità per un totale di 447mila euro per garantire un “trattamento preferenziale” alla Hermex Italia dell’imprenditore Giuseppe Lo Presti nelle gare per la fornitura di ‘Vero’ in alcuni ospedali, in particolare per quello di Cremona, adoperandosi nel 2012 per sbloccare stanziamenti regionali.

L’ex dg Mariani, in particolare, avrebbe ricevuto da Lo Presti un orologio Bulgari da 1.770 euro nel dicembre 2011 e un braccialetto di diamanti da 4.000 euro nel dicembre 2012 in cambio di un trattamento preferenziale nei confronti della sua azienda.

Sara Pizzorni

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