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Depurazione acque: Vescovato
già in regola, a Montodine
apertura cantiere a fine agosto

AGGIORNAMENTO – Padania Acque, il gestore unico del ciclo idrico della provincia di Cremona, aggiorna i dati diffusi di Legambiente circa i comuni a rischio di infrazione da parte dell’Unione Europea per mancati adeguamenti degli impianti di depurazione. A Vescovato, uno dei due comuni interessati insieme a Montodine, il cantiere del depuratore è terminato e quindi la situazione è regolarizzata; nel comune cremasco invece aprirà a fine agosto, una volta terminate le procedure dell’appalto. Tutti gli interventi in tema di potabilizzazione e depurazione delle acque sono governate non dai singoli  Comuni ma dal gestore unico, Padania Acque, che aveva presentato per tempo i progetti per entrambi gli interventi, al fine di uscire dalla pre – procedura di infrazione avviata dall’autorità europea.

E’ stato l’ultimo rapporto di Legambiente Lombardia ad aver acceso un campanello d’allarme sui territori in procedura d’infrazione per quanto riguarda la depurazione e il collettamento dei reflui fognari. Nell’elenco figurano tra gli altri anche  i due comuni cremonesi.

“E’ assurdo che nel 2018 nella ricca Lombardia esistano ancora interi comuni che scaricano le loro fogne direttamente nei corsi d’acqua” commentano dall’associazione. “Su 99 agglomerati urbani coinvolti nella fase di avvio della procedura, ad oggi, ne restano 37 non conformi. La procedura d’infrazione, che annovera la Lombardia tra le regioni italiane inadempienti, è la nr. 2014/2059 e fa riferimento a quanto disposto dalla Direttiva Europea 91/271/CEE rispetto alle insufficienze del sistema infrastrutturale funzionale alla raccolta e depurazione delle acque reflue urbane”.

Fra tutte le province coinvolte, quella più problematica è, di gran lunga quella bresciana con 33 agglomerati urbani che necessitano di interventi. In diversi casi le opere da mettere in campo sono significative:  dal collettamento e depurazione di gran parte della Val Trompia alla completa costruzione della rete fognaria del comune di Calvisano in fase di progettazione. Gli altri interventi urgenti riguardano le province di Bergamo e Cremona con due agglomerati, Pavia, Lecco e Mantova con uno.

Per quanto riguarda la Lombardia, l’insieme del costo degli interventi per uscire definitivamente dalla procedura d’infrazione di tutti gli agglomerati non conformi, così come programmati ad oggi, supera i 330 milioni euro, ma una parte degli interventi non ha ancora una progettazione operativa.

“Siamo sempre più sconcertati di questa situazione e della lentezza con cui si sono affrontati i problemi, rimandando le soluzioni” evidenzia Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

La necessità di procedere in modo spedito è evidente considerato che la procedura d’infrazione europea si trova ancora nella fase preliminare rispetto al ricorso alla Corte di Giustizia europea: ad oggi le pesanti sanzioni, di centinaia di migliaia di euro per ogni giorno di mancata depurazione, ancora non sono state messe in campo ma potrebbero riversarsi anche sulla nostra Regione se non si rispetteranno i tempi ipotizzati.

Dei 37 agglomerati in procedura infatti, 4 troveranno risoluzione entro il 2018, 5 entro il 2019, 10 entro il 2020, 9 nel 2021, 2 nel 2022, 3 nel 2023, 1 entro il 2025, 1 nel 2027, 1 nel 2030 e 1 nel 2033.

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