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Ritardi infiniti sulle revisioni,
la Cna incrocia le braccia:
stop dal 6 al 9 agosto

Revisioni di veicoli rimandate addirittura a otto mesi, che poi spesso vengono prorogate ulteriormente, con la conseguente paralisi dell’attività di autotrasporto: questa la situazione che vuole denunciare la Cna di Cremona, che dal 6 al 9 agosto proclama il blocco delle attività di autotrasporto.

“Quello che viene denunciata a Cremona è proprio il paradigma di quanto avviene in tutto il paese: una situazione strutturale insostenibile del settore a cui si aggiunge una particolare difficoltà per i ritardi sulle revisioni” spiegano il presidente della Fita Cna Cremona, Mariella Marcarini e il responsabile regionale e provinciale Adriano Bruneri. “Nonostante la buona volontà del personale presente di molte Mctc (che a volte fanno miracoli!) in Lombardia ci sono revisioni dei veicoli rimandate a 8 mesi ed in questo periodo vengono sospese, rimandate, prorogate ancora. In questo modo l’attività dei trasportatori che fanno trasporti internazionali è paralizzata in quanto all’estero si può viaggiare solo con la revisione dei veicoli in ordine e non prorogata o posticipata attraverso prenotazioni”.

Un problema comune a tutto il Paese, ma che “a Cremona e in Lombardia, dove l’autotrasporto ha un peso notevole nell’economia complessiva, si fa sentire drammaticamente”. L’appello va quindi al Ministro Toninelli, a cui gli autotrasportatori locali chiedono “un incontro in qualsiasi momento: vorremmo avere la possibilità di esprimere il disagio delle nostre aziende e le difficoltà in cui vivono, facendo anche proposte operative” continuano Bruneri e Marcarini.”Abbiamo avuto solo la promessa di assunzione di 300 ingegneri, ma fino ad ora non si è visto nulla e le difficoltà aumentano. Vero è che esistono anche le officine autorizzate ma, senza la presenza di ingegneri della Mctc anche loro non possono operare.
E’ anche un problema di sicurezza. L’Italia è l’unico Paese che fa circolare i veicoli in deroga alle revisioni”.

A tutto questo si aggiungono anche altri problemi: tra i più urgenti c’è sicuramente quello relativa alle deduzioni forfettarie. “Si tratta di un beneficio essenziale per la sopravvivenza delle migliaia d’imprese artigiane che rappresentiamo e sono parte di una stanziamento programmato, previsto e concordato con il Governo cui non possiamo rinunciare” denuncia Marcarini. “Senza queste agevolazioni, c’è un mancato risparmio fino a 12.700 euro per ciascuna impresa. Alla data del 4 Luglio 2018, non abbiamo ancora notizie dall’Agenzia delle Entrate determinando così l’impossibilità per le imprese di usufruire del beneficio e per il sistema degli operatori che effettuano le dichiarazioni dei redditi, è un critico blocco delle conseguenti elaborazioni contabili di questo comparto”.

“A più di un mese di distanza dalle nostre rimostranze abbiamo dovuto purtroppo constatare la totale indifferenza del Ministro Toninelli nei confronti del comparto dell’autotrasporto di merci, che sostanzialmente chiede certezza delle risorse strutturali, una risposta al contingentamento imposto dall’Austria, in determinate giornate, al traffico dei camion in uscita dal nostro Paese, il ripristino della piena funzionalità del sistema delle revisioni dei mezzi presso le Motorizzazioni, a garanzia della sicurezza della circolazione, la ripubblicazione dei “costi minimi di sicurezza” e il rispetto dei tempi di pagamento, l’estensione del rinvio della fatturazione elettronica anche agli acquisti di carburante in extrarete” continua Marcarini.

“Confermiamo la volontà di continuare ad assumere ogni possibile atteggiamento responsabile e propositivo , nel preciso intento di rappresentare autorevolmente la categoria evitando inutili esposizioni ma è indispensabile “portare a casa” i risultati possibili nei tavoli giusti, altrimenti il fermo sarà inevitabile”.

“Auspichiamo una pronta e soddisfacente risposta del Ministro Toninelli che possa scongiurare l’attuazione del fermo che sarà inevitabile anche a causa della grave crisi che questo settore sta subendo con compressione dei ricavi, aumento dei costi (gasolio) e la concorrenza sempre più aggressiva e sleale dei vettori esteri” conclude Bruneri.

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