49 Commenti

Sull'immigrazione
rimettiamo in pista
il nostro intelletto

Porti chiusi, porti aperti, magliette rosse, invasione di massa, solidarietà, individualismo, italianità, multietnicità … parole, parole, parole sempre parole.
Se stai con gli immigrati sei di sinistra se non stai con gli immigrati sei della Lega.
Si valuta e si giudica sempre quanto fanno gli altri e a me invece, giustamente, hanno sempre insegnato a fare proposte basandomi su dati certi. Ecco, in tutto questo marasma di ovvietà, di accuse e di discussioni marcate o meno ho cercato di dare un senso a tutto quello che si dice da una parte e dall’altra per cercare di farmi un’idea delle cose e capire cosa possibile fare.
Evidenzio un forte senso di paura, di terrorismo psicologico rispetto al tema dei migranti e sento sempre in secondo piano evidenziare le grosse problematiche del nostro Paese; la corruzione è sempre più marcata, insita ai vari livelli della società e declinata in diverse modalità; l’evasione fiscale che in certe situazioni è una norma e non una stortura del sistema economico, che da diverso tempo viene affrontata con ritorni scadenti; il lavoro, come uno degli elementi che caratterizzano la dignità umana, trasformatosi negli anni al quale deve essere costruito un vestito di tutele e di crescita professionale che permetta investimenti e innovazione, cogliendo anche le sfide che il terzo settore, sulla base della conformazione anagrafica del nostro Paese nei prossimi trent’anni, ci consegna; le nuove povertà che devono essere non solo evidenziate, ma punto di partenza per rigenerare una nuova società virtuosa, che trova nei valori del bene comune le proprie fondamenta.
Malcom X disse: “I media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse” e questo mi porta a pensare che oggi ci sono due vittorie effettive: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e che la causa di difficoltà di una persona è la gente che sta più male di lei.
Penso che si debba essere consapevoli che sia necessario spezzare la catena che parte dalla fiamma della paura che alimenta l’ignoranza (ignoro termine latino che significa non conoscere), che produce odio.
Se le persone devono sentirsi più sicure l’equazione corretta non è ‘più paura uguale più sicurezza’, ma secondo me ‘più paura uguale più solidarietà nella comunità’.
Non è possibile basarsi sul sentito dire, spesso costruito su fake news; l’informazione indirizza il pensiero delle persone ed accresce la paura, genera odio e alimenta i populisti che non fanno proposte sensate per una crescita valoriale della società, bensì danno risposte che inaridiscono l’intelletto umano, rispondendo alla pancia delle persone. Ci sono i problemi certo, e li dobbiamo affrontare, insieme, contrastando la criminalità e trovando soluzioni di fronte alla cattiva gestione e alla concentrazione dell’accoglienza nelle periferie. Preferisco non fare parallelismi con il passato, quando la condizione di migranti caratterizzava parte dei nostri connazionali nei primi decenni del 1900: noi eravamo tutti persone perbene vero?, anche se la storia ci ha consegnato qualcosa di diverso…..
Preferisco essere supportato da dati certi per fare luce sul nostro periodo. Noto che da più parti parlano di grande invasione di massa in Italia, ma ho visto che in Europa, fatta di 510 mln di abitanti, gli immigrati rappresentano il 7%; in Italia gli immigrati sono pari al 8% degli abitanti al pari del Regno Unito, meno della Germania e della Spagna e con 1% in più rispetto alla Francia. Tuttavia, penso che l’invasione possa essere dettata dagli ingressi: nel 2007 gli immigrati arrivati in Italia erano 512.000, nel 2017 119.000 con una riduzione di oltre il 76%. Dati … dati veri.
Per deformazione professionale approfondisco i dati sul lavoro, visto che sento spesso dire che i migranti occupano posti di lavoro a discapito dei nostri figli; dall’analisi emerge che ai lavoratori immigrati sono riservati i lavori non qualificati, che spesso vengono rifiutati dagli italiani. I lavori non qualificati occupano il 36% degli immigrati e il 9% dagli italiani, mentre i qualificati vedono gli italiani al 37% e gli immigrati al 7%. Dati simili per il Welfare, dove l’immigrazione costa meno del 2% della Spesa Pubblica; i contributi previdenziali attivi degli stranieri sono pari a 11 mld per un totale di 640.000 pensioni. Passo all’analisi degli anni di crescita del Pil dal 1998 al 2007, periodo pre crisi. In termini reali la crescita è stata pari al 14.4%, attestandosi al 10.5% senza stranieri, mentre il periodo di decrescita dal 2008 al 2017 fa registrare una perdita del Pil pari a – 7.3% che diventa – 10.3% se si tolgono gli stranieri.
Uno sguardo ai rifugiati, spesso definiti in numero alto: nel mondo sono 16 mln di cui l 8.3% in Europa e lo 0.7% in Italia. La cosa che penso dia ancora più fastidio sono i 35 € dati al giorno ai migranti per non fare nulla in alberghi stellati: normale indignarsi! Beh, ho voluto analizzare come sono composti i 35 € e ho notato che 32.5 € sono composte dalle spese di gestione, spese di manutenzione e stipendio degli operatori e 2.5 € Pocket Money agli immigrati.
Tutto questo mi porta a riflettere ed a evincere che non mi appartiene additare gli altri, né giudicare; fortunatamente sono credente e convinto che solo Dio possa farlo.
Sono altresì convinto che sia però necessario che mi muova e che sia propositivo per cercare soluzioni che uniscono, non che dividano, azioni per migliorare le condizioni di vita di tutti in una società multietnica che non possiamo rifiutare, poiché si sta formando indipendentemente dalla nostra volontà e che deve essere arricchita dal protagonismo valoriale che appartiene ad ogni uomo. La parte più difficile è iniziare e questo lo si fa cercando di rimettere in pista il nostro intelletto e le virtù di ognuno di noi.
Il mio obiettivo è raggiungere una nuova frontiera della solidarietà dove si è protagonisti nel capire, condividere ed aiutare nella sofferenza, che non ha colore, né razza ed insieme vivere nell’aiuto reciproco. L’utopia non è qualcosa che non ci sarà mai, bensì qualcosa che non c’è ora.

Omar Cattaneo – Segretario Fim Cisl Asse del Po

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Commenti
  • Daniele Gigni

    Complimenti! In mezzo a tanto vociare il richiamo all’intelligenza e al dialogo sono più che mai
    necessari.

  • MENCIA

    ma lasa le devono stare in Africa

    • L’algerino

      Mencia

  • Alceste Ferrari

    Finalmente! Mi dispiace che l’articolo non sia firmato. Finalmente qualcuno che riporta i dati, quelli veri, messi in fila con ragionevolezza e semplicità
    Siamo in tempi pericolosissimi per la democrazia di questo parse e non si può lasciare continuamente vociare chi non ha argomenti se non il proprio egoismo esistenziale, non si può continuare ad avvallare in silenzio comportamenti che si rivelano lesivi della libertà e, addirittura, della vita. Si diventa complici di chi ordina la morte, che sia per fame o per annegamento.
    Perché l’omissione di soccorso è reato, è omicidio
    Se non sapete guardare al portafoglio, almeno guardatevi la coscienza.

    • Cremonaoggi

      L’articolo è firmato. Omar Cattaneo, segretario Fim Cisl

      • Alceste Ferrari

        Grazie della precisazione, ma non so trovare la firma nella pagina. Evidentemente incapacità mia

      • Roberto

        Al Sig Cattaneo fate vedere questo video
        https://youtu.be/acklRPZSGgo

    • Illuminatus

      Non penso si possa semplificare il problema, è troppo complesso. Una morte è una tragedia, mille morti sono una statistica. (non sono parole mie).

      Questo per dire ne arriva uno, lo porto a cena a casa mia. Ne arrivano 100, ci organizziamo. Ne arrivano 10.000, è un problema. Ne arrivano 10 milioni, scappiamo tutti, io Lei compresi.

      La domanda è: Where do you draw the line?

      • Alceste Ferrari

        Finalmente ci si parla con i toni giusti: grazie
        La tesi potrebbe essere logica, è indubbio che esiste un limite insuperabile e il problema vada gestito prima di raggiungerlo
        Ma il problema è proprio nel limite: in questo momento c’è chi ritiene che sia stato superato e vi sia una invasione che mette a rischio economia e soprattutto identità culturali; e chi dimostra che questo limite è lontano dall’essere stato raggiunto, che addirittura può essere considerata una risorsa (vedi dichiarazioni degli imprenditori leghisti veneti che hanno bisogno di questa manodopera. Leghisti, non sinistrorsi)
        Il problema è quindi la sensatezza con cui si gestisce (non Subisce) un’emetg
        Quanto ai morti, uno solo é uno di troppo. Le scelte di questo Ministro degli Interni sono colpevoli, lo rendono responsabile in prima persona, in quanto elaboratore e in capo nella linea di comando, di almeno 300 annegamenti e questo per me è inaccettabile, al di là del colore politico,

        • Illuminatus

          In tanto, possiamo cominciare a mettere qualche filtro. Chi sfugge da guerre, miseria, carestia, persecuzione – certo, vanno aiutati. Ma su chi arriva da altri Paesi relativamente benestanti, come Tunisia o Marrocco, ecco che mi sorge qualche domanda sul nostro “obbligo” di accoglierli.

          Infine, chi viene qui per delinquere – assolutamente no. E ricordiamoci che i gommoni – e dunque i relativi morti annegati – sono un business per alcuni, che va assolutamente annientato se vogliamo salvare vite umane.

  • Andrea Ferrari

    Complimenti, finalmente un barlume di
    chiarezza per chi vuole convincersi che i nostri mali non sono causati dai tanti che stanno peggio di noi ma da quei pochi che stanno meglio di noi.Grazie.

    • Illuminatus

      Trovo il tuo ragionamento è un po’ contorto, ma condivido pienamente la conclusione, alla grande anche.

  • Roberto

    A me viene da pensare solo una 2 cose:
    1 dove li mettiamo?
    2 cosa faranno?
    La nostra società è satura e non é razzismo, qui non c’è più posto, ne sono arrivati così tanti, e l’Italia ha già dato tanto, sottraendo energie a tutti per arginare quest emergenza, questo degli immigrati è un business di pochi a spese di tanti!

    • Alceste Ferrari

      Le risposte stanno già nell’articolo
      Non è vero che ci sia una invasione, i numeri sono di molto ridotti rispetto agli anni passati (perché si sono fatte politiche di collaborazione con le comunità in loco: non gli ultimi tre mesi, gli ultimi tre anni)
      Cosa farebbero? Anche qui i dati stanno nell’articolo; ma ti invito a leggere l’articolo su repubblica di oggi dove parlano gli imprenditori leghisti del Veneto e, fra l’altro, dicono chiaramente che hanno bisogno di manodopera immigrata
      Aggiungo che diversi paesi del sud Italia spopolati dall’emigrazione locale hanno investito sul ripopolamento attraverso gli immigrati: e questo ha permesso loro (ai comuni) di mantenere attivi servizi , quali il pronto soccorso o scuola per esempio – che rischiavano di saltare per scarsa popolazione
      Anche sui costi è bene che rileggo l’articolo: i famosi 35 € tornano tutti al territorio in termini di paghe agli operatori, servizi resi, alimenti ecc

      • Roberto

        Le risposte sono sotto i nostri occhi…
        Secondo voi gli immigrati arrivano con documenti alla mano e si fanno censire tutti?
        Forse non avete inteso sul che é un business di pochi alle spese di tanti, ci guadagnano i delinquenti che organizzano questi sbarchi e le associazioni che li accolgono e poi? Cosa facciamo? Li manteniamo a vita? Dove li mettiamo? Volete ospitarli voi che siete cosí virtuosi.

        • Alceste Ferrari

          È gente che lavora, produce pil, paga contributi, che servono a pagare anche la mia è la tua pensione
          È che fa i mestieri che io, tu e i tuoi figli non vogliono fare
          Includendo generi economia, escludendo, cacciando, espellendo, crei illegalità e metti nelle mani della mafia (che è orgogliosamente italiana)

          • Roberto

            Per ora i dati e i fatti sono il contrario di quello che lei ipotizza nella prima parte del suo commento.

  • Illuminatus

    Il titolo già dice tutto. In tutti i giudizi coi quali dichiariamo bella una cosa, noi non permettiamo a nessuno di essere di altro parere. (Kant)

  • Stante59

    Numeri e percentuali….Andate a farvi un giro alla stazione di Milano o a quella di Brescia per capire che oltre ai dati veri c’è anche la realtà.

    • L’algerino

      La colpa di che ha fatto cadere lo stato in Libia. … La destra italiana

      • Roberto

        Guarda che negli ultimi 8 anni in Italia hanno governato persone di sinistra e Gheddafi é stato ucciso ad ottobre 2011 dai ribelli, aggiungo che il governo Berlusconi aveva ottimi rapporti e degli accordi con la libia. Algerino dove sei stato in questi ultimi 10 anni? Su Marte?

        • L’algerino

          Guarda che sono entrato in italia Grazie al decreto legge che stato fermato da Roberto Maroni (ex ministro dell’interno )e che il suo partito si chiama la Lega Nord? ? E quando sono arrivati la sinistra hanno chiuso tutto ? Se capisci mi fai capire grazie

          • Roberto

            Infatti è quello che ti ho appena detto anche io, con il governo Berlusconi (partito di destra) e Maroni (lega nord) si sono stabiliti accordi per un immigrazione controllata e legale. Tutto il resto è solo un casino che fá male agli immigrati e fá male a chi deve per forza tenerselo, guarda questo video https://youtu.be/acklRPZSGgo ti fá capire le proporzioni e le condizioni

      • Stante59

        Si sbaglia. Sono stati i paladini della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza……..

      • Illuminatus

        Che memoria corta! E’ stata la Francia di Sarkozy, secondo alcuni per questioni personali di quest’ultimo.

  • Roberto

    Questo é un esempio vero di immigrazione sopportabile e intelligente, guardate questo video

    https://youtu.be/acklRPZSGgo

    • Illuminatus

      Grazie, il video è illuminante davvero.

      • Roberto

        Questo é buon senso! Non serve solo lo spirito umanitario

    • Mario Rossi SV

      Questo video spiega meglio la situazione italiana… https://youtu.be/BzRoWcKpnoQ

      • Roberto

        É ovvio ció che fanno

    • L’algerino

      – Un’Italia senza stranieri vedrebbe svuotarsi i cantieri edili e i campi, perderebbe un terzo dei componenti delle squadre che puliscono gli uffici, troverebbe chiusa una bancarella su due al mercato quando deve andare a comprare frutta e verdura. In casa, dovrebbe salutare due collaboratrici domestiche su tre e la metà di coloro che danno una mano a prendersi cura dei propri familiari. Se si alza lo sguardo, ipotizzando uno scenario economico estremo, rischierebbe di perdere la metà del Pil – quindi della propria ricchezza nazionale – nel giro di quattro decenni

      • Illuminatus

        Così, per curiosità, vediamo se sai rispondere a questa domanda: se quello che dici è vero, come abbiamo fatto prima?

      • Mario Rossi SV

        “Se si alza lo sguardo, ipotizzando uno scenario economico estremo” …Questa non è farina del tuo sacco…

    • Alceste Ferrari

      Questo video è una farloccata tremenda, e comunque non affronta il problema se non per suffragare le tesi di Trump, che non è né un genio ne un onesto artigiano
      Ognuno pensi a se stesso e che gli altri si affoghino nella melma a casa loro
      Non condivido e credo che la maggioranza delle persone pensanti di questo parse non condivida una visione così aberrante della società
      Ricordo che siamo la quinta economia più ricca del mondo

      • Roberto

        Questo video è on line da diversi anni, prima di Trump. Video chiaro che riassume le vere dimensioni di questo problema mondiale

      • Illuminatus

        Secondo me invece il video è utile per farci capire di quali numeri stiamo parlando. Mi fa tornare a mente i “granchi del tramonto”, una interessante definizione coniata da Jerzy Kosinski.

  • Rosso Verdi

    Ma quale spopolamento ? Nel 1960 l’Italia aveva 50 milioni di abitanti mentre oggi sono quasi 60 milioni. Poi bisognerebbe chiarire il mistero : un giorno i sindacati ci raccontano che abbiamo milioni di disoccupati, milioni di poveri, un tasso di occupazione femminile inferiore di 10 punti alla media europea etc. mentre il giorno dopo salta fuori tutto questo bisogno di immigrati. Intanto esportiamo migliaia di laureati tecnici, mentre arriva in cambio un esercito di semi-analfabeti impiegabili solo in lavori di basso livello. Altro che pagarci le pensioni, spendiamo 5 miliardi per vederli bighellonare con lo smartphone.

    • L’algerino

      I stranieri non possono guidare un pullman in italia ma figurati se possono lavorare nelle banche o altro

      • Roberto

        nel loro paese quello più evoluto guida storto un motorino scassato cosa vuoi dar loro in mano un pulman?

        • Alceste Ferrari

          Visione illuminante del mondo, non c’è che dire: tutti scemi, ignoranti, incapaci, analfabeti, ladri, chi più ne ha più ne metta… soprattutto negher (prima bastava Terun)

          • Roberto

            Più o meno é così, ha fatto un dipinto quasi perfetto

      • Illuminatus

        Non dire fesserie. Se hai il permesso di soggiorno e la patente D, certo che puoi guidare il pullman.

  • Gattaro Pazzo

    Esatto, rimettiamo in pista il nostro intelletto.
    Anzitutto partiamo dalle cifre relative al lavoro: questi dati non riguardano le persone “accolte” come migranti, bensì chiunque sia arrivato con un permesso e pertanto integrato in un sistema lavorativo legale e dichiarato e che quindi è in grado di fare statistica.
    E questa disparità di occupazione nei lavori umili è principalmente dovuta alla mancanza di formazione di alto livello di chi arriva. Esattamente il problema che incontrammo noi italiani migranti nel 1900 in America.
    Il problema vero del tema immigrazione, che sembra incomprensibilmente e sistematicamente ignorato, e che noi non siamo l’America del 900, non abbiamo un sistema economico in espansione e la politica alla base di questo fenomeno è schizofrenica. Qui non si parla infatti di assorbire legalmente un flusso di migranti all’interno di un sistema paese offrendo una forza lavoro per la quale, purtroppo, non esiste domanda, ma piuttosto di produrre assistenzialismo costato 20 miliardi di euro in 8 anni. Senza contare che il 95% di questi soldi sono stati usati per persone che non avevano diritto a ricevere tutele umanitarie poiché solo il 5% dei “migranti” sono in realtà “rifugiati” mentre gli altri di fatto sono “immigrati clandestini”. Questo non li rende meno umani, non meritevoli di attenzione, meno desiderosi di cercare, legittimamente, una vita migliore, ma chiamiamo le cose nel modo giusto. Poiché altrimenti non si riesce a comprendere come il salvamento marittimo sia diventato strategia migratoria illegale ed organizzata.
    Ma questo è forse un modo per lavare i sensi di colpa di un’europa colonialista di un secolo fa? Se così fosse non è efficiente ne per l’Europa ne tantomeno per l’Africa. Quanto si sarebbe potuto fare con i soli 20 miliardi spesi dalla sola Italia se questi stessi soldi fossero stati investiti direttamente in Africa? Temo però che il nostro passato imperialista adesso imponga una etichetta di comportamento internazionale troppo intellettuale e troppo poco pragmatica. Ormai siamo incapaci sia di tutelarci in senso socio-economico che di proiettare l’europa in termini geopolitici a noi convenienti, cosa che invece continua a fare l’America (male) e che ha imparato a fare la Cina, che in africa sta avviando, da anni ormai, un piano di colonialismo industriale dove creano infrastrutture e lavoro in cambio di risorse e materie prime.
    Da quando l’assenza di governo e controllo su un fenomeno lo rende più giusto e sinonimo di solidarietà anzichè l’esatta definizione di anarchia?
    Questi ragionamenti sembrano freddi, lontani dal problema delle persone ma sono il motivo per il quale viviamo in un paese del primo mondo.
    Più ci avviciniamo alle persone e più un miliardo di africani diventano un paesino, poi una famiglia e infine la storia di una persona con un nome e con tutte le sue emozioni davanti alle quali non si può e non si deve rimanere insensibili. Ma da quando un paese si è trasformato in una gigantesca ONLUS che si occupa dei poveri del mondo anziché uno stato sovrano il cui scopo deve essere anzitutto la tutela ed il benessere dei propri abitanti, primo motivo per cui molti Italiani in difficoltà si sentono traditi e relegati in fondo alla coda quando si tratta di aiuto e sostegno.
    Questa “anarchia migratoria” e l’insofferenza che genera nella popolazione non ha nulla a che fare con il razzismo, con la solidarietà ne tantomeno con una società spaventata. Per favore basta con la narrativa della paura e dell’allarmismo! E’ la percezione di qualcosa di sbagliato ed illegale che diventa sistema, fisiologico, quotidiano ed accettato ad un punto tale da diventare auspicabile e segno di vera civiltà, quando invece nasconde il seme tremendo dell’anarchia sociale, mondialista (ben diversa da una società internazionale e multiculturale), senza confini, identità e legge, che colpisce in modo maggiore proprio coloro che cercavano una vita migliore senza ottenerla e chi vive nei territori, già poveri, in cui queste persone cercano una (illegale) dimensione di vita.

    • Illuminatus

      Complimenti per il riassunto, che (purtroppo) condivido in larga parte.

      • Alceste Ferrari

        Analisi spietata e per larga parte condivisibile, effettivamente
        Anche se restano alcuni aspetti che mi lasciano perplesso e su cui mi riservo di riflettere e rispondere

        • Illuminatus

          L’Andrea Ferrari qui sotto ha detto ” i nostri mali non sono causati dai tanti che stanno peggio di noi ma da quei pochi che stanno meglio di noi.”

          Un bel esempio, finora qui non ancora menzionato, è la Nigeria. Un paese OPEC che galleggia sul petrolio, eppure la popolazione vive nella miseria più orribile.

          Cosa dire? Io la penso allo stesso modo di A.F. ed aggiungo che, temo, nessuno di noi comuni mortali può farci alcunché di effetivamente rilevante.

  • Andrea è tornato ⭐️⭐️⭐️

    43 commenti e Andrea non si fa vivo? Mi sto preoccupando

    • Mario Rossi SV

      Anche io! Poi su temi a cui il nostro Andrea é così sensibile, chissà speriamo non gli sia successo nulla…

  • MENCIA

    non sanno fare niente sono solo orde di parassiti