Un commento

Botta e risposta sul commercio,
Principe: 'In centro 250mila
presenze in meno'

Continua il botta e risposta tra la politica e le associazioni di categoria sul problema del degrado e dell’abbandono del centro storico. Luca Burgazzi, consigliere comunale del Pd, rimanda al mittente le accuse di scarsa promozione della città. “Vorrei ricordare solo qualche dato: in questi anni il turismo e le presenze in città sono in costante aumento” ha detto il consigliere. “Nei primi sei mesi del 2018 addirittura in doppia cifra, sia per quanto riguarda le presenze che i pernottamenti. Anche i dati di accesso alle strutture museali seguono questo trend (a breve uscirà un report dettagliato). Senza dimenticare la continua promozione della città in vari contesti nazionali ed internazionali.

Inoltre l’apertura del nuovo campus universitario in centro città non nasce per caso, ma dal lavoro spesso fatto, spesso in sordina, in questi anni. Quella struttura porterà 1000 studenti in più nel nostro centro. Siamo sicuri di che cosa voglia dire in termini economici e sociali? Credo che squalificare la città tutta con queste dichiarazioni, senza avere dati alla mano, non aiuti a formulare proposte per affrontare temi e problemi cari a tutti i cittadini. A meno che sotto tutto questo ci sia dell’altro e allora va bene quasi tutto pur di buttarla in caciara. Mi auguro che non sia così e che si possa continuare a lavorare per il bene di Cremona“.

Dichiarazioni che però non vanno giù a Vittorio Principe, presidente di Confcommercio, che ha il polso della situazione dei negozi del centro. “Siamo solidali con Burgazzi per il gravoso compito che si è assunto: quello di negare l’evidenza, di intervenire nel dibattito in nome e per conto di chi, fino ad oggi, non ha voluto rispondere alle richieste delle associazioni” attacca il presidente. “Un silenzio comunque preoccupante perché – su un tema così importante come il rilancio della città – non basta affidare la difesa ad un consigliere. Anche perché – a testimonianza di una amministrazione lontana dalla vita reale – Burgazzi non solo non ha chiare le difficoltà del centro, ma nega anche dati raccolti con un sistema di monitoraggio realizzato con un progetto cofinanziato dal Duc e che dunque dovrebbe essere ben noto al Comune e agli Amministratori“.

Insomma, per Principe la situazione è tutt’altro che rosea, e non manca di dirlo a Burgazzi, sciorinando dati tutt’altro che positivi. “Caro consigliere, lei dice che non abbiamo i dati ed invece è Lei a non conoscerli. Di monitoraggi ce ne sono talmente tanti che si rischia di non riuscire ad utilizzarli neppure tutti. Partiamo da quelli (per lei sconosciuti) delle presenze in centro. Nei primi sei mesi i sensori posti sulle principali vie d’accesso hanno rilevato quasi duecentocinquantamila presenze in meno. In percentuale significa un regresso di quasi l’8 per cento”. 

Adirittura in marzo, il mese peggiore, “la flessione ha sfiorato il 30%” continua Principe. “Luglio, per rimanere sulla stretta attualità, si è chiuso con un -8,4%. Davvero positivo solo il mese di gennaio con l’inizio dei “saldi” e giugno, anche grazie agli appuntamenti con la ‘StraDeeJay’ e con i ‘Giovedì d’Estate’. Numeri che viaggiano in parallelo con l’andamento nei negozi (perché il legame tra presenze e fatturato è evidente e ampiamente documentato). 
E non basta, in proposito, il traino del turismo come vorrebbe affermare Burgazzi. Se si escludono alberghi e ristoranti, nei negozi tradizionali la percentuale di incidenza negli acquisti (perfezionati da stranieri) arriva, al massimo, al 4% (per chi ha prodotti più esclusivi e di lusso). Un dato che indica, comunque, la fragilità del settore.

“
Fa rabbia vedere che il ‘potenziale di Cremona’ (di cui siamo convinti almeno quanto gli amministratori) non venga adeguatamente valorizzato. Neppure in ambito culturale. Vogliamo forse parlare dei 21mila visitatori della “grande” (?) mostra su Torriani? O dei 12mila di quella sul Genovesino? Come Amministratori ne siete davvero soddisfatti? Non pretendiamo di confrontarli con i risultati ottenuti da Goldin a Treviso con la sua “Storie dell’impressionismo” che ha raggiunto i 330mila visitatori. Ma almeno sui 100mila visitatori del “Guercino” a Piacenza possiamo riflettere? Possiamo ipotizzare che raggiungerà traguardi interessanti anche l’esposizione dedicata a “Chagall e le Arti” ormai prossima alla inaugurazione a Mantova?

A Cremona avevamo le “Corde dell’Anima”, come evento con grosse potenzialità, ma lo si è volutamente affossato per lasciare spazio ad una rassegna minore, con poche potenzialità e con una identità ben più fragile. Non basta “sbandierare” successi come fa (per spirito di squadra) Burgazzi. La sua lettura è quantomeno di parte. Nulla di personale, anche in questo caso i numeri li abbiamo ricavati dal rapporto statistico della Provincia. Che dicono che gli arrivi nelle strutture ricettive della città, nel 2017, erano calati del 14%. Un dato “drogato” – avevano spiegato gli amministratori – dalla chiusura dell’Hotel Ibis. La struttura, oggi riaperta con una nuova gestione, ha permesso di recuperare la flessione dello scorso anno. Nessuna rivoluzione, purtroppo. E neppure troppe speranze per il futuro. Perché senza un impegno serio degli amministratori non si riuscirà mai a far “ripartire” Cremona.

E di sicuro non si raggiunge questo obiettivo continuando a rilasciare autorizzazioni alla media e grande distribuzione, con ampliamenti e nuovi insediamenti distributivi. 
Manca la capacità di leggere la realtà, la volontà del confronto e dell’ascolto, la responsabilità di una seria autocritica. Abbiamo chiesto interventi per salvaguardare la bellezza di Cremona, una bellezza che parla di monumenti, ma anche di piccole botteghe e di attività turistiche. Abbiamo insistito per una città che viva nel quotidiano, che anche grazie al commercio e al turismo sappia garantire sviluppo economico e preservarsi dal degrado urbanistico e sociale. Da quattro anni i nostri appelli cadono nel nulla. Forse perché troppi amministratori (per dovere o per intima convinzione) sono convinti che va tutto bene. Ci manca solo che ci raccontino che le vetrine sono chiuse (solo) per il Ferragosto. Caro Burgazzi, buone vacanze. Non resta altro da aggiungere“.

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Commenti
  • Roberto

    La Confcommercio si preoccupa solo del centro? Gli altri vostri associati di periferia sono di seconda classe? A me sembra che L associazione sia solo interessata a far favoritismo solo a chi di loro ha attività centrali, le cose stanno andando non benissimo a causa di varie problematiche legate alla crisi ma sopratutto legate ad un cambiamento del mercato e perché no, alle idee fossili di Confcommercio e delle botteghe del centro, ci sono state molte proposte di rilancio dell economia per i negozi del centro ma loro convinti di stare sugli allori hanno sempre diniegato, adesso non fate lacrime da coccodrillo, affrontate le vostre scelte!