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Strage di Bologna, morì per
venire a Cremona dalla figlia
Vogliono intitolargli una via

2 agosto 1980, a Bologna il tempo si ferma. Accade il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, uno dei più gravi verificatisi negli anni di piombo. Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Nell’attentato rimasero uccise 85 persone e oltre 200 furono ferite. Tra coloro che persero la vita c’era anche Antonio Lascala, detto Totò. Si trattava di un ferroviere in pensionie ed aveva 56 anni. Era sposato con tre figli e si trovava in stazione a Bologna perchè era in viaggio dal sud verso Cremona, la città dove risiedevano sua figlia Enza e il genero Osvaldo. Un tragico scherzo del destino, però, lo attendeva: il treno partito dalla Calabria aveva accumulato tre ore di ritardo. Per questo motivo Totò aveva perso la coincidenza per Cremona ed era stato costretto ad attendere nella sala d’aspetto della stazione di Bologna, dove alle 10.25 ci fu la tremenda esplosione. Oggi, nella sua Calabria, c’è chi non vuole dimenticarlo e propone una via a lui intitolata. Lui che perse la vità durante quel viaggio che l’avrebbe portato a Cremona per riabbracciare l’amata figlia.

Giovanni Rossi

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