Politica

RSA e rette sanitarie, Piloni: “Serve chiarezza normativa immediata”

Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni denuncia il rischio di un “caos” per famiglie, strutture e sistema sanitario

Da oltre due anni il tema della compartecipazione alla spesa per gli ospiti delle RSA è al centro del confronto politico e istituzionale in Lombardia, ma ora, dopo le più recenti ordinanze della Corte di Cassazione, la questione entra in una fase ancora più delicata. A riaccendere il dibattito è il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, che parla apertamente di una situazione “sempre più critica” e di un sistema a rischio di squilibrio.

Il nodo riguarda l’esigibilità delle rette per gli ospiti delle RSA che ricevono prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria. Secondo le indicazioni ribadite dalla Cassazione, per i pazienti affetti da Alzheimer avanzato, stati vegetativi permanenti o gravi patologie neurodegenerative, la copertura dovrebbe essere interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità per le famiglie che hanno già pagato di chiedere il rimborso delle somme versate tramite le ATS competenti.

Una interpretazione che, secondo Piloni, rischia di avere un impatto molto rilevante sull’intero sistema. “Le oltre 700 RSA lombarde sono in difficoltà e lo è anche la Regione, che dovrà farsi carico di nuovi e pesanti costi – sottolinea – ma soprattutto sono in difficoltà le famiglie, perché senza certezze normative cresce l’incertezza anche sull’accesso alle strutture”.

Il consigliere dem denuncia inoltre una fase di stallo politico-istituzionale. “Da anni chiediamo interventi chiari sulla normativa – afferma – ma nonostante le interlocuzioni con la Regione, non si è arrivati a una soluzione concreta. La buona volontà non basta più, servono regole precise per evitare un caos già ampiamente annunciato”.

Il rischio, secondo Piloni, è quello di un contenzioso crescente che potrebbe mettere sotto pressione non solo i bilanci regionali, ma anche la tenuta complessiva del Servizio Sanitario Nazionale. “Occorre definire criteri chiari e uniformi – spiega – per distinguere i casi in cui la componente sanitaria è prevalente e inscindibile da quella assistenziale, evitando interpretazioni disomogenee e cause a catena”.

Al centro della discussione c’è quindi non solo un tema economico, ma anche di equità e sostenibilità del sistema. Le strutture residenziali per anziani, già alle prese con costi crescenti e liste d’attesa, attendono ora un intervento normativo che possa chiarire in modo definitivo il perimetro delle prestazioni a carico del SSN e quello delle famiglie.

In attesa di un intervento legislativo o di indirizzi più definiti a livello nazionale, la questione resta aperta e destinata a pesare nei prossimi mesi sul confronto tra Regione, Governo e sistema sociosanitario lombardo.

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