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Piedi sul sedile: passeggera
minorenne rimproverata
aggredì capotreno. A giudizio

Era stata sgridata dal capotreno perché aveva i piedi sul sedile. Un rimprovero che evidentemente non le era piaciuto: risultato: capotreno aggredito e corsa soppressa. Con le accuse di interruzione di pubblico servizio, oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni e minacce, una giovane di origini nigeriane è stata rinviata a giudizio. Il processo si celebrerà il 3 maggio prossimo davanti al tribunale dei minorenni di Brescia in quanto all’epoca dei fatti la giovane stava per compiere 17 anni. La vicenda risale al 4 marzo del 2013 sul treno delle 14,43 della linea Cremona-Treviglio. Quando il capotreno, un cremonese, l’aveva notata con i  piedi sul sedile, le si era avvicinato, chiedendole di mettersi seduta in maniera composta e di togliere i piedi dal sedile libero di fronte.

A quel punto la minore, insieme alla madre, intervenuta per difenderla, e dunque anche lei accusata in concorso, lo aveva colpito con calci e pugni, sputandogli addosso, tirandolo per la cravatta e facendolo cadere a terra. Dalla ragazza, l’uomo era anche ripetutamente stato offeso e minacciato: ‘Non rompere i c…che ho avuto una giornata di m…’, gli aveva detto la minorenne in tono aggressivo. Il parapiglia tra madre e figlia e il capotreno, aveva causato la soppressione della corsa, fino a quel momento arrivata a Soresina, sostituita, una quarantina di minuti dopo, da un’altra.

Sia la ragazza che il capotreno erano stati costretti a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale che a lui avevano diagnosticato la contusione dello zigomo con prognosi di tre giorni e successivamente l’insorgenza di uno stato depressivo certificato dall’unità di Psichiatria dell’ospedale di Cremona protrattosi almeno fino al 9 maggio successivo. Secondo la versione della giovane, il controllore l’avrebbe spinta da dietro, e lei si sarebbe difesa spintonandolo a sua volta. “Sono consapevole di aver sbagliato a sputare e a mettere i piedi sul sedile”, aveva ammesso lei all’epoca dei fatti. “Quando mi ha ripresa mi sono scusata, ma sono stata trattata lo stesso come una delinquente”. Contro il capotreno, la 17enne aveva sporto denuncia presso i carabinieri di Soresina.

L’imputata è difesa dall’avvocato Raffaella Parisi.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Andrea Ferrari

    A volte applicare l’educazione prima di imporre la legge è dimostrazione di buon senso

  • Andrea Ferrari

    Conclusione:Gli eventuali reati contestati sono prescritti e lo Stato ne fa le spese.

  • paolo

    piccole “risorse” crescono….

  • Illuminatus

    “Contro il capotreno, la 17enne aveva sporto denuncia presso i carabinieri di Soresina.”
    E già, naturale.

  • Simone

    Ci manca adesso che licenziano pure questo. Ci credo poco che si sia scusata la ragazza. Soprattutto se aveva l’appoggio della madre…

    • Illuminatus

      Simone, abitiamo in un Paese dove è sempre di più l’arrogante ad avere ragione. Che tristezza.

  • Mario Rossi SV

    Quando non funziona l’educazione, bisogna usare la legge, sperando sia di esempio.

  • Graziano Ansaldi

    Se fosse capitato negli USA, questa era già in galera da un pezzo, o perlomeno affidata ai servizi sociali, ma qui in Italia con le leggi blande che abbiamo, che perlopiù tutelano i delinquenti , le cose vanno così.

  • Rosso Verdi

    Ecco la famosa integrazione che segue alla provvidenziale accoglienza …

    • Mario Rossi SV

      direi… previdenziale accoglienza…

  • Mirko

    Giù il finestrino…e lancio fuori dal treno.
    Problema risolto