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Monitoraggio traffico finito
In tangenziale il record dei
passaggi: 45mila al giorno

Pubblicata sul sito del Comune la relazione della società incaricata di redigere il Pums. Una prima conclusione è che Cremona non ha bisogno di nuove strade veicolari: l'indice di saturazione di quelle esistenti è al di sotto del 50% tranne alcuni casi, tra cui via Mantova a San Felice.

Mese decisivo, quello di settembre, per la redazione del Pums, piano urbano mobilità sostenibile, di cui sono attese le linee strategiche per poi passare alla fase di coinvolgimento della cittadinanza, con la possibilità di presentare pareri e osservazioni come avvenuto col piano di governo del territorio. Il dato di partenza è la relazione di 500 pagine (Analisi e valutazione del traffico propedeutiche alla definizione del nuovo schema viario e degli interventi infrastrutturali) che la società incaricata dal Comune, la Redas, ha depositato in Comune lo scorso luglio, pubblicata qualche giorno fa sul sito internet dell’ente locale nella sezione dedicata allo stato d’avanzamento del Piano. Il monitoraggio dei flussi di traffico svolto nell’arco di diversi mesi, tra fine 2017 e inizio 2018, effettuato con mezzi tecnologicamente all’avanguardia, conferma che è la tangenziale la strada maggiormente gravata dai più alti flussi di traffico, con punte comprese tra i 40mila e i 45mila veicoli al giorno tra la ex SS415 (la castelleonese) e la SS45bis (via Brescia). I punti maggiormente critici, per intenderci, sono all’altezza dell’Itis e degli svincoli di via Brescia, via Persico e via Mantova, con gli ultimi due che si attestano poco sotto i 40mila veicoli. Attenzione particolare è stata riservata anche alle due arterie che portano dall’anello esterno al centro storico: la Sp10 (via Mantova, 27mila) e l’ex SS415 (24mila). Sul ring intorno al centro storico il numero dei veicoli in transito cala ancora un po’ per attestarsi tra i 15mila e i 20mila giornalieri. Un dato che rispecchia anche quelli delle arterie di penetrazioni interne.

Al mattino, le zone interne al ring più trafficate sono quella ospedaliera, le zone racchiuse nel nucleo urbano centrale, la zona della stazione ferroviaria e quella residenziale fra Viale Po e via Trebbia. Nell’ora di punta serale si evidenzia un incremento di spostamenti attorno al centro commerciale CremonaPo, ma anche una maggiore attrazione delle aree verdi, come Parco Po, Parco Asia e Parco Zaist. Nelle zone esterne, la direttrice maggiormente vivace è la Paullese, che registra sia al mattino che alla sera il maggior numero di spostamenti; seguono le direttrici di via Mantova, di Viale Po e dell’Autostrada.

ALCUNI NUMERI – Lo studio analizza ora per ora i passaggi veicolari, distinguendo tra autoveicoli, moto, tonnellaggio ecc. Oltre ai dati di traffico attorno a via Giordano e via del Sale, oggetto del contendere politico per via della Strada Sud (tra i 18mila e i 20mila passaggi al giorno per la prima; circa la metà sulla seconda) viene descritta la situazione in vie minori. Si scopre così che, in via Lugo, senso unico che da viale Po conduce in via Trebbia, durante un giorno feriale di febbraio sono passati 1738 veicoli, di cui 1648 auto e 33 moto, con 4 mezzi pesanti (superiori ai 35 quintali). L’ora maggiormente frequentata va dalle 17 alle 18, con 170 passaggi. Il sabato il traffico cala: 1532 passaggi, ora di punta tra le 12 e le 13. Domenica meno passaggi ancora: 935.

In via Cadore, in un giorno feriale, con punto di rilevamento all’altezza della chiesa di San Pietro, sono passati 7.891 veicoli (ora di punta tra le 8 e le 9 e tra le 11 e le 12, con circa 550 passaggi), una cifra che la domenica successiva è scesa a 4.730. In via Giordano, con conteggi fatti all’altezza di via Belvedere, in una giornata non specificata ci sono stati 11.989 passaggi con direzione piazza Cadorna e 8820 con direzione ospedale, un dato che conferma i circa 20mila passaggi conteggiati qualche anno fa. L’ora di punta è tra le 18 e 19, con 940 passaggi in direzione Cadorna e tra le 7 e le 8 per la direzione opposta. Impossibile fare confronti col passato per altre zone della città, in quanto uno studio così capillare non è mai stato realizzato.

In una zona centrale come quella di piazza Lodi, dove più volte i residenti si sono lamentati per i passaggi di autobus e il via vai di veicoli in strade inadatte, spicca il dato di via Santa Barbara, un senso unico: 2.311 passaggi in un giorno feriale, di cui 29 mezzi pesanti, che si dimezzano in una giornata festiva. Tornando in periferia, nel senso unico di via Persico transitano 3575 vicoli (51 mezzi pesanti).

FLUSSI DI TRAFFICO NELL’ORA DI PUNTA (17-18). In rosso le strade con più di 1000 veicoli all’ora.

Uno dei punti fermi dello studio, che tra settembre e ottobre dovrà progredire con l’elaborazione delle linee strategiche, è che per quanto congestionate siano alcune strade, “la rete stradale Cremonese risulta ben lontana dalla saturazione, come si evince dalla mappa tematica (….) in cui è evidente come la quasi totalità degli archi stradali registri un rapporto flusso/capacità minore del 50%. Ciò è da imputarsi anche al fatto che le strade su cui si superano i 1.000 veicoli all’ora sono quasi tutte a due corsie per senso di marcia. Fa eccezione la tratta di via Mantova a est dello svincolo autostradale che, infatti, evidenzia un livello di saturazione maggiore, compreso fra il 50% e il 75%. Livelli analoghi risultano per la tratta di viale Po, a ovest di Largo Moreni, la tratta di Viale Concordia compresa fra via Postumia e via Mantova, e pochi altri archi stradali di estensione contenuta”. g.biagi

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Commenti
  • ciclo-pe

    PUMS dovrebbe essere uno strumento all’insegna
    della sostenibilità anche ambientale e sanitaria. Nessuna considerazione sulla
    situazione della qualità dell’aria e dell’apporto del traffico veicolare? 180
    giorni di superamento dei limiti di legge tra Pm10 e Ozono nel 2017 come sono
    considerati? Spero che nel proseguire con l’approvazione del piano qualcuno se
    ne preoccupi focalizzandosi sulla vera questione: il traffico privato ai
    livelli attuali provoca molti danni in termini di inquinamento atmosferico,
    acustico, riduzione della qualità di vita, incidentalità. Un recentissimo
    rapporto di Greenpeace ha dimostrato che le città traggono maggiori vantaggi da
    piani integrati che
    non da politiche focalizzate sul solo aspetto della mobilità sostenibile. Le
    tecnologie smart, ad esempio, possono incentivare all’uso del trasporto pubblico locale e la
    garanzia di una maggiore sicurezza stradale, meglio ancora se si creano percorsi separatii, invoglia le
    persone a spostarsi a piedi o in bici, con un impatto zero sull’aria e sul
    clima. Un altro modo per scoraggiare l’uso dell’auto consiste nel far pagare i parcheggi, che non
    vanno concessi gratuitamente o a basso costo.

    • Illuminatus

      Ricordo – ANCORA – che è scientificamente dimostrato (da indagine OMS, non di mia zia) che gli scarichi delle auto incidono solo al massimo per il 15% dell’inquinamento atmosferico
      da Pm10 in pianura padana. Inoltre le auto auto a benzina NON emmettono Pm10!

      Ormai sono al copia-incolla… per favore, basta ignorare i fatti, basta fake news!!

    • Illuminatus

      Parcheggi gratis? Si riferisce forse all’Ipercoop?

  • Mario Rossi SV

    Un monitoraggio assolutamente inutile, soldi buttati alle ortiche come al solito,
    Questi dati si sapevano da anni e non è di certo la conta di alcune decine auto in più o in meno a fare la differenza.
    Il riassunto è: una tangenziale satura e un area sud con 20 mila auto praticamente a 100 metri dal centro.
    A quando la strada sud?

  • Andrea Ferrari

    Io ho una idea da suggerire, perché non censire le foglie sugli alberi?
    Ma forse è un’idea alla clorofilla?

  • Illuminatus

    “Non è solo il traffico la fonte di inquinamento da chiamare in causa se, come registrato quest’anno, il record di città più inquinata spetta a Cremona: la cittadina padana non è esente da emissioni da traffico, industria e impianti termici, ma sicuramente pesa molto il contributo delle emissioni agrozootecniche, da cui dipende gran parte della formazione di particolato secondario che aleggia sulla Pianura Padana.”

    (fonte LegaAmbiente Lombardia, pubblicato 3 gennaio 2018)