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Gioco d'azzardo: dalla
Regione oltre 500mila
euro all'Ats Valpadana

Dalla Regione 568.473 all’Ats Valpadana, nell’ambito di una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, di concerto con l’assessore a Politiche sociali, abitative e Disabilità, Stefano Bolognini, in merito al gioco d’azzardo. In particolare, le azioni previste sono lo sviluppo di nuove iniziative per costruire percorsi di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico e la promozione nella popolazione e nei giovani di conoscenza e consapevolezza sui rischi connessi al fenomeno.

Ammontano complessivamente a 8,5 milioni di euro le risorse destinate al contrasto alle ludopatie, attribuite alle Ats (Aziende di Tutela della Salute) lombarde per promuovere programmi d’azione ad hoc in collaborazione con le Asst (Aziende socio sanitarie territoriali), i Comuni singoli e associati, il Terzo Settore e l’Ufficio scolastico regionale. I destinatari delle varie iniziative sono, da un lato, i soggetti affetti da disturbo da gioco d’azzardo patologico (Gap), dall’altro i docenti, gli studenti e i genitori, ai quali saranno dedicati i percorsi formativi nelle scuole. Le Ats procederanno a emettere un bando per l’individuazione di strutture disponibili a partecipare alla sperimentazione e a predisporre specifici Piani locali relativi ai territori di competenza.

“Ciascuna Ats predisporrà le proprie azioni, declinandole sulla base delle proprie specificità, attivando collaborazioni e sinergie con le Asst, il privato accreditato, le associazioni sul territorio, garantendo l’integrazione delle attività con quelle sociali dei Comuni e sviluppando alleanze con tutti i soggetti locali che possono concorrere al raggiungimento di azioni di prevenzione e contrasto” commenta Gallera. “Le Ats dovranno declinare programmi che abbiano come obiettivo principale il potenziamento di diagnosi precoce, cura e riabilitazione del disturbo da Gap. Presupposto fondamentale è che il Gap venga riconosciuto oggi come una patologia e per questo prevediamo l’attivazione di punti di ascolto, informazione e diagnosi, all’interno di sedi ospedaliere, supportati da personale sociale e sanitario”.

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