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Sei richiedenti asilo nel limbo
della clandestinità: revocati
i benefici dell'accoglienza

Clandestini per necessità, questa la sorte che tocca a sei richiedenti asilo, ex ospiti del centro di accoglienza Maremmano Bianco di Gabbioneta Binanuova, destinatari del decreto di revoca dei benefici dell’accoglienza da parte della prefettura, ma ancora presenti sul territorio cremonese. In condizioni di clandestinità, appunto, in quanto si trovano in un limbo: per loro lo Stato non paga più i 35 euro al giorno alla struttura di accoglienza, ma d’altra parte non possono essere espulsi dal territorio nazionale in quanto non è stato neppure avviato l’iter che potrebbe portare ad un simile provvedimento.
I sei richiedenti asilo erano tra i 17 che lo scorso 18 agosto avevano inscenato una protesta presso il palazzo del Governo per lamentarsi del trattamento presso il centro di accoglienza Il maremmano Bianco gestito dalla Fort Five Ensemble. Il gruppo – composto da persone di nazionalità nigeriana, ghanese, zambiana e ivoriana – era stato fatto allontanare dagli agenti della Digos e della Volante, portato in questura per l’identificazione e poi riaccompagnato a Gabbioneta. Successivamente emergeva che alcuni di loro si erano già resi protagonisti di azioni all’interno della comunità allo scopo di sobillare gli altri ospiti a protestare contro la gestione della comunità stessa. Uno di loro, in particolare, secondo quanto riferito al prefetto, avrebbe rubato generi alimentari dal centro e contravvenuto alle regole generali.
Questo quadro aveva indotto il vice prefetto vicario Verrusio ad emettere, il 20 agosto scorso, il provvedimento di revoca dei benefici dell’accoglienza, in quanto gli individui si sarebbero dimostrati “propensi a delinquere e refrattari alle comuni regole di pacifica convivenza quali quelle proprie delle strutture che li ospitano e delle comunità nelle quali sono accolti”.
Da allora ci sarebbe stato tempo 60 giorni per fare ricorso al Tar, ma nessuno dei richiedenti asilo ha la possibilità di sobbarcarsi alcuna spesa. E il loro destino è necessariamente quello della clandestinità, quanto di peggio si possa temere sia dal punto di vista umanitario, sia da quello dell’ordine pubblico. Del caso si sta interessando la Consulta immigrati da poco istituita presso il comune di Cremona.
La struttura Il Maremmano Bianco, un ex agriturismo, ha una capienza di circa 60 posti e al momento dei fatti di agosto ospitava 44 persone. La società che gestisce il centro è convenzionata con la prefettura, come altre 20 operanti sul territorio. Le ultime convenzioni sono state siglate lo scorso febbraio.

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