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Ciclabile di viale T.Trieste,
definito il primo tratto, lavori
anche in via Stauffer

Prende forma la pista ciclabile di viale Trento e Trieste, dove è quasi ultimato il primo tratto, tra via Palestro e via Faerno. La struttura è ancora chiusa, schermata dai teli verde di cantiere, ma sbirciando all’interno si può notare il tracciato che prevede, come da progetto, due piste separate tra loro dagli alberi, una per ciascuna direzione di marcia. Resta inalterato il marciapiede pedonale che costeggia l’istituto Ghisleri, mentre la parte confinante la carreggiata stradale è separata dal cordolo. Parallelamente a questa saranno disegnati gli stalli per la sosta delle auto, che l’amministrazione comunale ha mantenuto, anche se a costo del restringimento delle due corsie di marcia. Sul lato opposto nulla cambia, anche se sono prevedibili maggiori difficoltà di manovra per le auto in uscita dai parcheggi a causa della carreggiata più stretta. Intanto  la perdita temporanea degli spazi per la sosta nel tratto di cantiere, sta creando qualche problema di intasamento traffico negli orari di entrata uscita, considerato che i genitori dei bambini delle elementari Trento e Trieste erano abituati a lasciare l’auto proprio qui.

L’impresa Cogni, incaricata dei lavori sta intanto lavorando anche su via Stauffer, che congiunge viale Trento e Trieste con via Dante proprio all’altezza del parcheggio multipiano. La ciclabile protetta in questo caso servirà per consentire un migliore collegamento per le due ruote tra i due viali e con la zona della stazione.

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Commenti
  • brontolo

    Bravi!avanti cosi

  • Mario Rossi SV

    Avanti così, cementifichiamo ogni centimetro nel nome del dio ciclo!

  • Simone

    Con questa mossa, hanno creato un enorme tappo vicino alle scuole perché visto che per i genitori non è contemplato il fatto di parcheggiare momentaneamente l’auto a qualche centinaio di metri da esse, perché i figli, poverini sono stanchi e non riescono a fare 2 passi in più, si metteranno in doppia e tripla fila e praticamente tutti resteremo in colonna già da via Bergamo!

    • Illuminatus

      Simone, anch’io io portavo i miei figli davanti a scuola con l’auto. Sa perché? Perché gli zaini pesavano a tal punto che tutti e due hanno sviluppato la scoliosi. Lastre, visite mediche specialistiche, trasferte fuori città, spese a non finire, e infine tutti e due hanno dovuto portare il busto durante la crescita, per anni.

      Questo per dire che se si risolvesse la questione del peso degli zaini, si potrebbe anche ridurre un pochino il problema del traffico davanti alle scuole.

      • Simone

        Forse lei ha questa problematica, ma non tutti hanno problemi di salute. A molti piace far vedere che hanno la macchinona oppure semplicemente non vogliono far fare due passi, 2, ai propri figli perché se no…poverini! Io ho fatto le scuole dai primi anni 80 e già dagli 8 anni me ne andavo da solo a scuola facendomi 2 km a piedi. Non sono morto mica… Purtroppo è la cultura del “comodo” che ci ha fatti diventare pigri e più si va avanti più sarà peggio. Vedi che tutti anche per prendere il giornale o il caffè parcheggiano praticamente dentro l’esercizio anche se in tripla fila…

        • Illuminatus

          Condivido la valutazione su chi vuole farsi vedere col macchinone, per fortuna non sono tutti così.
          Per anni ho vissuto in centro e infatti ho preso la patente solo dopo i vent’anni. Mi moglie nonostante la patente presa ai 18 ha cominciato realmente a guidare a 26.

          Ma ora bisogna prendere l’auto per andare al cinema, per vedere un elettrodomestico nuovo, per comperare un etto di cotto… pazzesco!