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Sulla Mi-Cr-Mn soppresso
il treno dei pendolari:
rabbia ed esasperazione

Soppresso nella mattina di giovedì il treno 2648, quello che i pendolari cremonesi prendono ogni giorno per recarsi al lavoro sul milanese, alle sette della mattina. Centinaia di persone si sono ritrovate a piedi a causa di un guasto al convoglio, dovendo poi salire su quello di 7.34, oltre mezz’ora dopo. Convoglio che naturalmente era sovraffollato, con persone in piedi o sedute sui gradini e che è giunto a destinazione con 20 minuti di ritardo.

Non è andata molto meglio per i viaggiatori diretti a Mantova: il convoglio in partenza alle 7.30 da Cremona ha infatti accumulato oltre 3/4 d’ora di ritardo, a causa del prolungamento dei tempi di preparazione del treno. Peggio ancora per i viaggiatori che sono partiti sul convoglio delle 9.28, diretto a Milano, che ha accumulato ben 77 minuti di ritardo.

“Il tutto, dopo una settimana di disservizi davvero pesanti” commenta l’assessore comunale Alessia Manfredini, anch’essa sul treno. “I viaggiatori sono esasperati e sconsolati, dopo giorni di disagi”. Senza contare che dalle 21 di giovedì prenderà il via uno sciopero nazionale, che potrebbe creare caos ancora maggiore.

Resta intanto anche il problema dei treni diesel, che spesso rimangono accesi a lungo, con i conseguenti problemi di inquinamento. Una questione che l’assessore Manfredini affronterà in una missiva che in giornata verrà inviata alla Regione, in cui chiederà di intervenire su Trenord “affinché la società emani un ordine di servizio perché i treni rimangano accesi il meno possibile e vengano rimessi in moto solo poco prima dell’entrata in servizio”.

Nella giornata di mercoledì i problemi si sono verificati invece sulla linea Cremona-Brescia, dove all’altezza della stazione di Robecco-Pontevico i pendolari in attesa del convoglio delle 7.42 è stato dapprima annunciato con 20 minuti di ritardo, che poi sono diventati 35, poi 60, fino all’annuncio della cancellazione.

lb

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