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Maltempo, Coldiretti
lancia l'allarme:
coltivazioni a rischio

Il livello idrometrico del fiume Po è già salito di oltre un metro nelle ultime 24 ore per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato la nuova ondata di maltempo. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti nella mattina del 6 novembre al Ponte della Becca (Pavia) dove il livello del grande fiume è di 2,2 metri sopra lo sopra lo zero idrometrico ossia oltre quattro metri di più rispetto allo stesso giorno dello scorso anno.

A gonfiarsi sono anche i grandi laghi – sottolinea la Coldiretti – con il Maggiore che è già al 120,5% di riempimento e con il livello arrivato a 192,5 centimetri quasi un metro sopra la media storica, mentre il Garda è al 108,4% di riempimento. Se il passaggio della nuova piena del Po potrebbe determinare l’allagamento delle aree golenali non difese da argini, lo stato del principale fiume italiano è significativo – sottolinea la Coldiretti – delle difficoltà in cui si trovano anche altri fiumi e torrenti lungo la Penisola, ma anche i corsi d’acqua minori dove è alto il livello di attenzione nelle campagne lungo gli argini per esondazioni e allagamenti.

Nubifragi, raffiche di vento, esondazioni, trombe d’aria e grandinate hanno colpito pesantemente l’agricoltura con ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre distrutte, stalle ed edifici rurali scoperchiati, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti secondo un primo bilancio della Coldiretti che domani mercoledì 7 novembre nella propria sede a Roma ha convocato la task force sull’emergenza per presentare la prima mappa territoriale dei danni nelle campagne e nei boschi con le conseguenze sull’ambiente, sull’economia, sull’occupazione e sui consumi ma anche le richieste di intervento per affrontare le difficoltà immediate e pianificare il futuro, in occasione dell’Assemblea elettiva con gli agricoltori provenienti dalle campagne di tutte le regioni.

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