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Ex Snum, avanti piano: ancora
incompleta documentazione
portata in Comune

Area ex Snum, dove eravamo rimasti? Alla bocciatura definitiva da parte della commissione Paesaggio, qualche mese fa e alla decisione dell’amministrazione comunale di arrivare comunque ad una decisione positiva sul progetto Conad. “Siamo  intenzionati a procedere – conferma l’assessore Andrea Virgilio – naturalmente quando verranno soddisfatte le condizioni richieste. Ma teniamo conto che stiamo parlando di riqualificare un’area che era destinata a deposito di immondizia e che è lì abbandonata da decenni”. All’ufficio tecnico del Comune mancherebbero ancora la formalizzazione delle soluzioni viabilistiche concordate con i progettisti (ingressi ed uscite dall’area, flussi di traffico, rotatoria) e i risultati della bonifica da effettuare nel sottosuolo.

Nei giorni scorsi erano stati notati movimenti nell’area compresa tra via Giordano, via Cadore e via Mosa, ma questo non ha significato un avvio dei lavori: si è trattato solo di rimuovere i materiali di demolizione che dopo alcuni mesi devono essere portati in discarica. “Siamo in una fase di attesa”, si limita a dire Francesco Spotti, referente della cooperativa Monteverdi che anni fa acquistò l’area dal Comune. I mesi però passano e le domande sul rallentamento della decisione finale si moltiplicano. In realtà il progetto ha già ricevuto da tempo il via libera della Soprintendenza, secondo un iter portato avanti dai funzionari di Brescia, ma concluso nella nuova sede di Mantova dal soprintendente Barruca. E quel progetto, tanto contestato dalla commissione Paesaggio, non verrà modificato: “Sarebbe come andare contro alla Soprintendenza che, tra l’altro aveva bocciato l’ipotesi di un rivestimento in mattoni”. Appunto l’aspetto estetico del nuovo supermercato da 1400 mq e il suo inserimento nel contesto di porta Mosa erano stati tra le principali critiche degli architetti della Paesaggio: ma il rivestimento in cotto, secondo la Soprintendenza avrebbe cozzato contro i mattoni di epoca secentesca della piattaforma sottostante, che dovrà rimanere in parte visibile. Il progetto approvato prevede invece un rivestimento in lamiera color ruggine che richiama il colore delle mura.

Inizialmente su quest’area era autorizzata una volumetria molto maggiore di quella che verrà realizzata con il solo supermercato: erano infatti 6.700 mq a destinazione prevalentemente residenziale. Il che avrebbe significato un palazzo di 4 o 5 piani fuori terra, per una sessantina di appartamenti di dimensioni medio – piccole. La proprietà rinunciò a questa possibilità edificatoria, visti i tempi magri del mercato residenziale cremonese. L’impatto del Conad, assicura chi ha visto i progetti, sarà di gran lunga inferiore e adeguato al contesto di via Cadore, non di via Giordano dove i palazzi sono più imponenti. L’ingresso pedonale sarà da via Cadore, quelli per le auto invece in via Mosa e via Giordano. I flussi di traffico realizzati dalla proprietà sono basati su due monitoraggi, effettuati in un fine settimana nell’ora di punta pomeridiana. E verrà realizzata l’ormai famosa rotatoria, che già adesso molti invocano per razionalizzare l’incrocio tra via Mosa, via Giordano e via Bosco.

g.biagi

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