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Obiezioni sull'ex Snum non
accolte: il geologo Bassi lascia
la commissione Paesaggio

Per il professionista di Soncino di recente entrato nella giunta esecutiva nazionale di Italia Nostra, sono fuorilegge le nuove edificazioni sopra l'alveo dei canali intubati, come la Cremonella, venuta allo scoperto nei lavori preparatori del supermercato Conad.

Avvicendamento nella Commissione Paesaggio, l’organismo consultivo del Comune che vaglia le pratiche edilizie ed urbanistiche pervenute agli uffici per formulare pareri obbligatori anche se non vincolanti. L’11 settembre scorso si è dimesso l’unico geologo presente in commissione (gli altri sono architetti), Giovanni Bassi, soncinese, di recente entrato nella giunta esecutiva nazionale di Italia Nostra sotto la presidenza di un’altra cremonese, Mariarita Signorini. Al suo posto è stato nominato uno dei colleghi supplenti, Andrea Ireneo Anelli. Si tratta di dimissioni che non arrivano inattese, ma che fanno seguito a mancate risposte da parte dell’amministrazione comunale alle richieste fatte a maggio scorso dal professionista, in merito ad almeno tre interventi sottoposti alla Paesaggio. Il più noto è quello relativo al progetto di recupero dell’ex Snum, pratica su cui la commissione non ha mai espresso parere positivo e che ancora attende il via libera definitivo della giunta comunale. In quel caso Bassi aveva obiettato circa l’edificazione del complesso commerciale Conad sopra l’alveo della Cremonella, l’antico canale fognario intubato che corre lungo tutto il perimetro delle antiche mura. Il canale, ora venuto allo scoperto proprio per gli scavi preparatori del supermercato, è demaniale e come tale – sostiene Bassi – è un bene indisponibile. Il geologo proponeva di traslare il corso d’acqua al piede del baluardo occidentale di porta Mosa, sua posizione originaria, quindi di sdemanializzare l’alveo abbandonato consentendo la nuova edificazione. L’intento era  quello di rispettare la legge e valorizzare allo stesso tempo gli antichi reticoli idrici medioevali, magari tenendo scoperto il tratto deviato. Nella sua lettera del 3 maggio indirizzata al presidente della Paesaggio, Massimo Terzi e al sindaco Galimberti, Bassi riteneva che la proposta presentata dai proprietari dell’ex Snum fosse invece “incompatibile con le norme e priva del significato paesaggistico che si potrebbe ridare a Porta Mosa traslando e rimettendo in luce il corso d’acqua al piede dell’antico baluardo”.

A questa obiezione, Bassi ha ottenuto risposte non soddisfacenti. Il geologo esprimeva poi le sue riserve su un progetto di demolizione e ricostruzione sopra la Fossa Civica in via Tofane: il progetto prevede tra l’altro che due solai si innestino in quel che resta del muro di cinta medioevale, “fatto che trovo inammissibile”, fermo restando che come nel precedente caso, “la costruzione di un nuovo edificio sopra un corso d’acqua pubblica classificato non è possibile”. Forti riserve venivano espresse anche riguardo il piano integrato di intervento City Hub, che non prevede alcuna valorizzazione del Cavo Cerca, che lì scorre intubato, con notevoli problemi di tenuta delle strade, come sta dimostrando anche la parziale chiusura al traffico di via dell’Annona.

Per rafforzare le sue richieste Bassi citava, sempre il 3 maggio, varie fonti, tra cui il tribunale delle acque, il Piano di assetto idrogeologico, le stesse norme geologiche del Pgt. Da ultimo, chiedeva che gli fossero inviati una  serie di documenti quali le planimetrie degli stati attuali e di progetto dei tre interventi citati, dei provvedimenti di polizia idraulica ed eventuali pareri degli enti gestori dei reticoli idrici, dei pareri o provvedimenti della Sovrintendenza. Documenti mai pervenuti, ose pervenuti, in forma ritenuta parziale dallo stesso Bassi. g.biagi

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