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Tablet della Regione
alle scuole: distribuiti 911
apparecchi in 30 istituti

Sono poco meno di mille (911 per la precisione) i tablet che sono stati consegnati alle scuole cremonesi, a un anno dal voto elettronico per il Referendum sull’autonomia, gestito attraverso 24.760 console. Tutte strumentazioni che sono finite appunto negli istituti scolastici che ne hanno fatto richista, 30 nella nostra provincia.

“Alcune scuole non li hanno richiesti, altre li stanno utilizzando, mentre altre ancora hanno segnalato forti limiti nel loro utilizzo. In provincia di Cremona sono arrivati dalla regione 911 dispositivi”spiega Matteo Piloni, che insieme al resto del gruppo Pd in consiglio regionale ha chiesto conto deldestino degli apparecchi all’assessore Caparini.

La spesa totale per l’acquisto era stata di circa 21 milioni di euro. Per quanto riguarda l’utilizzo nelle scuole, 1500 tablet sono stati consegnati a 57 scuole nel dicembre 2017 come sperimentazione. In seguito 600 scuole hanno risposto alla proposta di Regione Lombardia e, a marzo 2018, sono stati consegnati circa 16.600 tablet ad altre 521 scuole.

“Era necessario rendere finalmente pubblici i dati nell’ottica di quella trasparenza di cui tanto si parla” dichiara Piloni. “Questa è anche l’occasione per verificare il reale gradimento delle scuole. Non è un mistero che siano emerse diverse criticità. Sarebbe stato meglio utilizzare le risorse per acquistare strumenti realmente utili a docenti e studenti invece che destinare macchine pensati, poco funzionali e che hanno dovuto essere resettate per essere usate”.

Restano quindi ancora attuali i dubbi rispetto alla modalità di voto scelta un anno fa. “I cittadini lombardi hanno speso 21milioni di euro per delle voting machines che sono state in gran parte destinate ad altro uso. Quindi in occasione di un’altra votazione andranno ricomprati? Quella cifra poteva senza ombra di dubbio essere spesa meglio: con 21milioni di euro si acquistano, tanto per fare un esempio, tre treni nuovi. Data la situazione disastrosa del sistema ferroviario, forse sarebbero stati utili” conclude Piloni.

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