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Branco di cinghiali
attraversa la strada a
Torre de Picenardi - VIDEO

L’ultimo avvistamento è stato su una strada secondaria di Pozzo Baronzio, frazione di Torre dè Picenardi, nella tarda mattinata di mercoledì: un branco di cinghiali che passeggia, in tranquillità, nei campi. A dire il vero nulla di così strano, a voler ben vedere, dato che ormai l’andazzo sembra essere questo in tutta la provincia e nel Casalasco, territorio golenale, in particolare. Una decina di giorni fa un cinghiale venne investito lungo la via Giuseppina, in territorio di Solarolo Rainerio, non lontano da San Martino dall’Argine, qualche settimana fa, invece, un doppio incidente tra Gussola e Motta Baluffi con sei diversi animali rimasti uccisi e due auto fortemente danneggiate in due punti diversi.
Proprio il sindaco di Gussola, uno dei comuni più colpiti, Stefano Belli Franzini lancia l’allarme: “Purtroppo sono anni che il problema persiste, concordo che non si debba attendere il fatto grave prima di intervenire, come purtroppo vediamo in alcuni casi. Facciamo chiarezza – spiega sempre il sindaco – il piano è Regionale, quindi la competenza è di Regione Lombardia, la quale si avvale della collaborazione della Polizia Provinciale, che a sua volta dopo appositi corsi ha incaricato ed individuato dei selecontrollori, i quali sono gli unici che hanno il mandato per fare abbattimenti, senza contare che sono volontari, svolgono il tutto senza compenso”.
Va tenuto presente che se prima gli agenti della polizia provinciale erano 24, ora sono 12, e devono coprire il territorio della provincia, e non solo su questa attività ma anche su tante altre problematiche ed incombenze. Il cinghiale in provincia di Cremona risulta specie non cacciabile e la caccia dell’animale quindi è vietata al di fuori del piano regionale.
“Solo nella sola zona di Gussola – spiega Belli Franzini – secondo i dati della Polizia Provinciale ne sono stati abbattuti un centinaio, ma sono ancora molti quelli presenti, che sempre più spesso si spostano dall’Appennino verso i nostri territori. E questo risulta un problema enorme, sia per i danni in agricoltura sia per il pericolo che recano sulla strade. I cartelli che segnalano la presenza di cinghiali, ovviamente, non bastano, ma almeno sono un primissimo passo. Faccio presente che il problema è legato ai cinghiali, ma vi sono anche le nutrie che non sono da meno, entrambi danneggiano le rive dei corsi d’acqua, argini ecc… non sono cose da sottovalutare, al contrario sono problemi da affrontare, ognuno per le proprie competenze. Si ascoltino le associazioni di categoria, che da tempo denunciano tutto questo e non si scarichi, come accade di solito, sul più basso, definendo magari una norma, ma non stanziando le risorse opportune. Altrimenti è troppo facile”.

Giovanni Gardani

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