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Treni, ancora caos: 30 persone
rimaste giù a Casalmaggiore
'Ci pigliano per i fondelli'

CASALMAGGIORE – Brescia-Parma. Treno delle 7.15 in partenza da Casalmaggiore. A 7.30 non è ancora partito. Gente che si accalca per salire, tanti che neppure riusciranno a farlo. Altri pressati tra le porte che rischiano anche di farsi male. Dopo le lamentele di ieri sulle 3 carrozze, stamattina ne sono arrivate due. No, non in più, due contate.

30 le persone che restano giù, come ci racconta Adele, una pendolare come tante costretta a fare questa vita di ‘merda’ tutti santi giorni. Il suo racconto è agghiacciante: “Si devono solo vergognare! Lasciano la gente giù è peggio ancora la gente schiacciata tra le porte! Uno schifo ed una vergogna! Il treno per la sicurezza non può partire con persone chiuse a pelo nelle porte. E noi giù, 30 persone. Giù dal treno! Mettere un vagone in più, almeno quello! Tutte le mattine minimo 20 minuti di ritardo in media… se tutto va bene! Siamo stanchi. Ma davvero! Oltretutto quando siamo schiacciati sul treno al mattino molte volte hanno anche il coraggio di chiedere il biglietto! Lunedì se dovesse capitare la stessa cosa mi metto davanti al treno ed il treno non parte! Si devono prendere provvedimenti in modo urgente! SIAMO STANCHI! E per paga il treno delle 8.15 è anche in ritardo!”.

Poi c’è il messaggio di Alberto, altro pendolare storico: “È ufficiale: ci pigliano per il culo. 7:15 da Casalmaggiore a Parma (in ritardo, naturalmente, di 15 minuti) con 2 sole carrozze. Molta gente è rimasta giù”. Stesso racconto quello di Paola e Sara, altre due pendolari. “Queste le condizioni del 20331 delle 7.15 di stamattina con solo due carrozze!”. Questa la testimonianza di Chiara: “Due carrozze, treno in ritardo e non posso salire, vado a prendere la macchina!”.

Le immagini continuano ad arrivare in redazione, è un flusso continuo di gente incazzata. Una situazione paradossale che segnaliamo tutti i giorni. E un po’ presi per il deretano ci sentiamo anche noi. Ieri tre carrozze coi pendolari rimasti giù che ne chiedevano quattro per viaggiare almeno in maniera decente, così come riportavamo. Stamattina, per tutta risposta, una carrozza in meno. La gente è esasperata. Non ne può davvero più. L’aria è davvero pesante di fronte a un disservizio che sta divenendo sempre più un’emergenza che nessuno, stato, regione, trenord, rfi, ha voluto per il momento affrontare con decisione e coraggio. Ci vuole coraggio, davvero, a fornire un servizio così. Scadente, come raccontano tanti pendolari costretti giocoforza a salire su quei ferrivecchi senza futuro e senza dignità.

Nazzareno Condina

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