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Tari, Cremona tra
i capoluoghi meno cari
della Lombardia

Con 195 euro annui di tariffa media per famiglia, Cremona è la seconda città in cui la Tari è meno cara di Lombardia (ed è rimasta invariata rispetto al 2017). A dirlo è il rapporto dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per il 2018, subito dopo Brescia (con 182 euro annui). Seguono Mantova, Sondrio e Bergamo (201,202 e 203 euro).

Fra le città lombarde, la più costosa è Milano con 332 euro, seguita da Monza e Pavia (294 e 265 euro), mentre spicca l’aumento del 12,1% a Lecco. Complessivamente in Lombardia la spesa media a famiglia è di 236 euro, mentre a livello nazionale la media calcolata dallo studio è di 302 euro. Guardando alle aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 256 euro), segue il Centro (301 euro), infine il Sud (357 euro).

Nel 2018 la tassa dei rifiuti nel nostro Paese presenta differenze territoriali molto marcate: tra la regione più economica e quella più costosa si registra uno scarto di oltre il 120% e fra la provincia meno cara e quella più cara addirittura di oltre il 270%. Analizzando le tariffe a livello regionale, si evidenzia un aumento in ben 10 regioni, con la Basilicata che registra l’incremento più elevato (+13,5% nella sola città di Matera) e una diminuzione in 6 regioni, in particolare in Molise (-4,9%) e in Trentino Alto Adige (-4,5%). A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 256 euro), segue il Centro (301 euro), infine il Sud (357 euro).

Bene anche i livelli di raccolta differenziata, per i quali Cremona si colloca al terzo posto con il 73,9% (e 523 chili di rifiuti prodotti annualmnte), dopo Mantova (84,2%) e Lodi (75%), mentre Milano arriva appena al 54%.

lb

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