Commenta

Verde urbano aumentato
del 6,4% in 5 anni: a Cremona
31,3 metri quadri per abitante

Il verde urbano pubblico in Lombardia è aumentato del 6,4% in un quinquennio ed ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 63 milioni di metri quadrati, che corrispondono ad una disponibilità media a livello regionale di 34,2 metri quadri per abitante. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Lombardia su dati Istat in occasione del convegno ‘Alberi di qualità per le città del futuro. La produzione vivaistica tra mercato, regole e cambiamenti climatici’ in programma a Mantova, presso il polo territoriale del Politecnico di Milano. L’appuntamento, organizzato da Coldiretti Lombardia e Assofloro Lombardia in occasione del primo Forum Mondiale delle Foreste Urbane promosso dalla Fao, vuole sottolineare l’importanza della qualità degli alberi che vengono utilizzati in ambito urbano, ma anche la necessità di perseguire un adeguato controllo da affidare a professionisti del settore.

In Lombardia – sottolinea la Coldiretti – la disponibilità di verde urbano pubblico varia da un capoluogo all’altro: se a Sondrio si contano 316,9 metri quadrati a testa, a Monza sono 70,7 metri quadrati pro capite, a Como sono 69,4 metri quadrati. Seguono Mantova con 49,9, Lodi con 43,7, Cremona con 31,3, Brescia con 23,1, Pavia con 22,5, Bergamo con 22,2, Varese con 18,5, Milano con 17,9 e infine Lecco con 14,2 metri quadrati a testa. Cremona si piazza quindi a metà della speciale classifica, attestandosi di poco sotto rispetto alla media regionale, anche se a stupire è l’exploit di Sondrio che vanta metri quadri più di quattro volte superiori rispetto alla seconda classifica.

Il verde pubblico – sottolinea la Coldiretti regionale – è uno dei parametri che vengono utilizzati per valutare la vivibilità di un territorio e l’attenzione di un’amministrazione per il benessere dei propri abitanti, ma questa valutazione non può essere disgiunta – sostiene sempre l’associazione – dalla verifica delle risorse economiche e delle professionalità che vengono investite per la manutenzione e la corretta gestione di queste aree. Troppo spesso, precisa, vengono realizzate aree a verde senza un’adeguata scelta delle essenze più adatte a quel clima o a quel terreno o a quella posizione, di dimensioni inadeguate o sesti di impianto e distanze dal pronto effetto ma problematiche per la manutenzione.

Altra tematica è quella della difesa fitosanitaria che è aumentata per l’aggressività di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo, ma troppo spesso non affrontati adeguatamente, con conseguenze catastrofiche sulla bellezza dei luoghi, ma anche sulla loro sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi. In questo contesto particolare attenzione va riposta alle potature e allo sviluppo degli apparati radicali. Tutto questo in una regione in cui, stando ai dati regionali forniti dall’associazione, si contano già 188 alberi con caratteri di monumentalità che vedono tra le specie più rappresentative cedri e platani, querce, bagolari, ippocastani, tassi, gelsi e pioppi. L’aumento delle aree verdi – conclude la Coldiretti – va accompagnato da un’attenta cura che spesso si scontra con i tagli finanziari che molte amministrazioni, in tempi di crisi, sono costrette ad operare sulla gestione del verde pubblico.

© Riproduzione riservata
Commenti