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Scoperto in San Bassiano
il Maestro di Pizzighettone
Studi dell'università di Trento

Il borgo di Pizzighettone potrebbe d’ora in poi legare il suo nome non solo alla cinta muraria e alle casematte o alla prigionia di Francesco I di Francia, ma anche all’ignoto autore di tre altorilievi oggetto degli studi dell’università di Trento. ‘Il Maestro di Pizzighettone’, con questo nome potrebbe entrare nella storia dell’Arte l’autore delle sculture in marmo di Carrara  che si trovano nella cappella del Rosario della chiesa di San Bassiano. Lunedì scorso si è svolta la visita di Laura Cavazzini e Aldo Galli, professori associati dell’Università di Trento nel settore disciplinare di Storia dell’Arte, insieme a tre dottorandi e dottori di ricerca, al Conservatore del Museo di Crema Matteo Facchi, ad una laureata in storia dell’arte in servizio civile presso lo stesso museo. Presente infine Michela Zurlo della Soprintendenza di Mantova.

Gli studiosi hanno focalizzato l’attenzione soprattutto sui tre preziosi altorilievi conservati nella Cappella del Rosario, sui quali hanno discusso a lungo e scambiato opinioni. Proprio a queste tre formelle a rilievo la ricercatrice Gigliola Gorio – che sta preparando una tesi sulle sculture del Trecento lombardo – dedicherà un corposo capitolo perché tali opere risultano tra le più rilevanti della produzione artistica del periodo. La loro particolarità – ha spiegato Cavazzini –  sta nel fatto che questi altorilievi non solo sono di ottima fattura ma sono stati realizzati con una tecnica esecutiva assolutamente singolare. Il raffinato scultore resta ignoto e potrebbe essere indicato con il suggestivo titolo di ‘Maestro di Pizzighettone’.

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