Cronaca
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Bravata incendiaria al Cambonino, residenti infuriati: 'Abbandonati da tutti'

Un rogo di notevoli dimensioni, una bravata che ha messo in allarme i residenti del Cambonino, nel pomeriggio di domenica e che ha suscitato lo sconcerto di chi si considera abbandonato a se stesso. Le foto che stanno circolando sui social network sono eloquenti e mostrano un bagliore in lontananza. Quello che i residenti hanno potuto vedere il giorno successivo, quindi stamane, sono i residui di materiale bruciato, in uno dei cortili dei caseggiati Aler già noti per l’annoso problema dei garage utilizzati come locali rifiuti con conseguenti problemi igienici.  “Ci sentiamo abbandonati da tutti – segnala un lettore –  qui subiamo da parte dei ragazzi anche 15enni, ogni sorta di angherie e nessuno interviene. Ho telefonato al Comando dei Vigili per mandare una pattuglia per contattare i genitori di chi appicca incendi, svuota estintori ogni volta che li facciamo ricaricare … ho contattato anche i tutor, il nulla assoluto”.

Una situazione che sembra fuori controllo, al Cambonino, più volte sotto i riflettori per episodi di inciviltà. Viene insinuato – anzi, per molti si tratta di una certezza – che i responsabili di quest’ultimo rogo, avvenuto quasi in concomitanza con la manifestazione anti razzista della Tavola della pace in piazza Stradivari – siano ragazzini di origine straniera.

“Un conto è fare una manifestazione sui diritti, un altro è l’inciviltà che non ha né colore né etnia”, afferma Andrea Virgilio, assessore all’Area Vasta e al patrimonio, a cui è stata affidata anche la delega dei ‘tutor’, operatori incaricate di seguire chi abita nelle case popolari del Comune, nell’ottica di favorire la convivenza e prevenire i problemi. “Al Cambonino non eravamo nemmeno tenuti ad incaricare i tutor, l’abbiamo fatto in via eccezionale perchè abbiamo a cuore quel contesto e vi investiamo risorse. I tutor erano nati infatti come figure di riferimento per gli inquilini delle sole case comunali. E non si può chiedere loro di fare di tutto, il loro compito è essere attori sociali rispetto alle situazioni di disagio, ma è evidente che non possono contrastare tutti gli episodi di inciviltà”.

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