Cronaca
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Nomine sanità, il ribaltone: Lega pigliatutto, Rossi per ora senza incarichi

A sinistra Camillo Rossi, a destra Giuseppe Rossi (foto: ilCittadino di Lodi)

Ha suscitato stupore nell’ambiente ospedaliero l’avvicendamento nella carica di direttore generale all’Asst di Cremona, dove al posto di Camillo Rossi, in carica dal 2016, arriverà dal 1 gennaio un altro Rossi, Giuseppe, proveniente dall’azienda ospedaliera di Lodi. Nomine fatte nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente della giunta regionale Attilio Fontana e come tali squisitamente politiche, seppure ‘pescate’ dall’elenco degli abilitati, a cui si accede in base a requisiti tecnici e professionali. Il clima politico tuttavia è profondamente cambiato in Lombardia rispetto all’ultima tornata di nomine e ancora di più dopo la vittoria strabordante  della Lega alle Politiche del 2018. Quasi tutti i nuovi direttori generali nominati ieri sono di appartenenza leghista, con l’importante eccezione di Ezio Belleri, area Forza Italia, che dagli Spedali Civili di Brescia è stato promosso all’Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Camillo Rossi è per ora senza incarico; potrebbe rientrare nel caso di rinunce oppure nel novero delle nomine degli altri incarichi di vertice, in particolare la direzione sanitaria, il suo ruolo originario a Cremona, visto che a gennaio verranno rinnovati anche questi incarichi (a Cremona sono in scadenza sia la direttrice sanitaria Paola Mosa che quella amministrativa Alessandra Bruschi).

Il suo successore in viale Concordia, il quasi omonimo Giuseppe Rossi, 64 anni, medico cardiologo, con una lunga attività manageriale nella sanità regionale alle spalle, era alla guida dell’azienda ospedaliera di Lodi dal 2008 e in precedenza era stato a Varese e Lecco. L’età non più giovanissima fa pensare che tra qualche anno potrebbe andare in pensione e quindi non completare l’incarico quinquennale ricevuto ieri. L’arrivo di Rossi all’Asst cremonese avviene ad appena tre anni dall’avvio della sperimentazione voluta dalla Regione nella sanità lombarda, che ha scombussolato non poco equilibri consolidati sul piano gestionale ed organizzativo: l’Asst ha assorbito tutte le funzioni di sanità territoriale un tempo in capo all’Asl (ora Ats) ed ha avviato la complessa partita della ‘presa in carico’ dei pazienti non ancora entrata a regime. Dunque il nuovo direttore avrà a che fare con un meccanismo ancora in fase di rodaggio.

E non tardano ad arrivare le prime prese di posizione politiche sulle nuove nomine. La prima è quella di Matteo Piloni, consigliere regionale Pd: “Non mi pare ci sia una grande innovazione – dichiara – sono sempre gli stessi nomi che cambiano di postazione. Ha scelto ancora una volta la politica, facendo prevalere logiche che hanno a che fare più con la vicinanza che con il merito. La Lega ha fatto man bassa e ci sono ancora più nomi targati politicamente rispetto al passato. Ovviamente non entro nel merito delle professionalità dei singoli nominativi, che non conosco e che avremo modo di conoscere nelle prossime settimane. Voglio però fare un ringraziamento a Camillo Rossi e Luigi Ablondi per il lavoro svolto in questi anni per il territorio. Mi auguro che il confronto e il dialogo avuto con le Asst di Cremona e Crema in questi anni prosegua nell’interesse delle aziende e dei bisogni del territorio.”

Gli replica Marcello Ventura, membro dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Vigilanza in Comune: “Ovvio che i nomi siano sempre gli stessi, Piloni dovrebbe sapere che i direttori generali sono attinti da un registro regionale. Piuttosto, si valuti che il loro operato sia il migliore possibile per il nostro territorio. Non mi stupisce che la Lega abbia indicato il maggior numero di dirigenti, cosa che avrebbe fatto anche il Pd se si fosse trovato al 33% anzichè al 17%. Piuttosto, voglio ringraziare  il direttore uscente Camillo Rossi per il lavoro svolto e per la collaborazione che ha sempre dimostrato con la comunità cremonese”. g.biagi

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