Cronaca
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E' morto Roberto Ferrari, ex vicecomandante vigili: stroncato da un malore

foto Sessa

E’ morto Roberto Ferrari, fino al 31 ottobre vicecomandante della Polizia Municipale, che era stato colpito nella mattina di Natale da un’emorragia cerebrale e che era stato ricoverato in terapie Intensive all’Ospedale. Ferrari, che aveva perso conoscenza dopo l’aggravamento delle condizioni successive al ricovero, lascia un grandissimo vuoto nelle tante persone che lo hanno conosciuto: lo piangono, oltre alla famiglia – la moglie, anch’essa dipendente del Comune e le due figlie – l’intero corpo di piazza Libertà, dove si era ritrovato appena prima della Vigilia di Natale per il tradizionale scambio di auguri. Era andato  in pensione da poco più di un mese, dopo 42 anni e 10 mesi di lavoro, di cui 36 prestati alla Municipale, dove era arrivato nel 1982 avendo lavorato in precedenza alla Negroni. Cinque anni fa il comandante Pierluigi Sforza lo aveva voluto accanto a sé come vice: un legame non solo professionale ma di profonda amicizia, che oggi si rivela nelle parole spezzate dalla commozione: “Una persona che non ha mai parlato male di nessuno. Fino all’ultimo ho sperato in un miracolo, e lui aveva una fede profonda. Quando ci siamo visti l’ultima volta aveva il viso rilassato come spesso succede a chi dopo tanti anni di lavoro va in pensione. E ci aveva aveva raccontato di essere da poco stato sul lago, dove amava andare in barca a vela, lo sport a cui proprio lui mi aveva avvicinato”. Ricordi personali che si sposano con l’apprezzamento per la precisione e il rigore nel lavoro, l’estrema disponibilità, in una parola, una persona buona. Roberto Ferrari aveva avuto un intervento ad una valvola cardiaca alcuni anni fa.

“Questa morte così improvvisa ha lasciato tutti attoniti” commenta l’assessore Barbara Manfredini, che si sofferma sui ricordi. “Non posso che ricordare Roberto in maniera positiva. Era una persona molto professionale: ricordo che aveva fatto le veci del comandante in maniera egregia ed era molto in simbiosi con lui. Ma era una persona fantastica soprattutto dal punto di vista umano: aveva una sensibilità davvero incredibile ed era sempre molto disponibile con tutti. Aveva una grande capacità di ascoltare le persone. Mancherà molto a noi dell’amministrazione ma anche al corpo dei vigili”.

Molto commosso anche il ricordo del sindaco, Gianluca Galimberti. “È stato un dono” commenta. “Per me che come sindaco e come uomo ho avuto l’onore di conoscerlo e di lavorare con lui. Di vederlo all’opera con bambini, quartieri, anziani, cittadini e colleghi, sempre con quella gentilezza e con quella passione per il suo lavoro che lo caratterizzava. È stato un dono per il Comune e per la città, portando competenza, passione, lealtà e bontà d’animo che non è vero che contraddice la divisa, anzi, la incarna, la rende umana. È stato certamente un dono per la sua famiglia alla quale come Amministrazione siamo vicini con affetto e commozione. Siamo sconvolti. Lascerà un vuoto grande… ora è il momento del silenzio, della vicinanza e della preghiera!”.

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