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'Monument man': ecco
perché i tesori cremonesi
non vennero bombardati

Le informazioni sono frutto delle ricerche fatta dall’autore presso la libreria della Casa Bianca.

di Marco Bragazzi

“Devo mettere insieme una squadra di esperti che proteggano palazzi, ponti ed opere d’arte prima che i nazisti distruggano tutto” recitava un baffuto George Clooney ad un perplesso Matt Damon nel film “Monuments men”, pellicola dedicata ad un gruppo di soldati facenti parte della unità americana MFAA (Monuments, Fine Arts, and Archives), ovvero specialisti nella tutela del patrimonio artistico europeo durante la Seconda Guerra Mondiale (https://www.youtube.com/watch?v=djZR21YxZLk).

Il paese più esposto alla distruzione o alla razzia di opere d’arte al mondo era, senza dubbio, l’Italia e così, il 26 maggio 1944, il generale comandante e futuro presidente degli Stati Uniti, Dwight Eisenhower, chiariva sulla base del rapporto della “Commissione Roberts” che presto si sarebbe combattuto in Europa ma mantenendo e rispettando la sacralità delle opere d’arte e religiose. Dalla matita del presidente si può leggere su documento la definizione di questo tipo di combattenti, “Monuments”.

La lista delle città italiane che Eisenhower decise di tutelare comprendeva anche Cremona dove, con immagini aeree, venivano segnalate le strutture che dovevano essere protette dai bombardamenti e, se possibile, anche nei combattimenti corpo a corpo. Per la città del Torrazzo le zone “off-limits” erano il Duomo e il Battistero, le chiese di San Pietro, Sant’Agata e San Michele oltre a palazzo Fodri e all’archivio di Stato. Cremona faceva parte delle città di categoria “C”, ovvero dotata di installazioni militari in prossimità degli stessi monumenti, fatto che rendeva possibile l’eventuale danneggiamento nei combattimenti ma, proprio perchè inserita nella lista dei patrimoni da salvare, poteva essere bombardata solo e soltanto in condizioni aeree perfette in materia di visibilità e, in pratica, non poteva venire attaccata di notte se non con i bersagli artistici ben delineati dai bombardieri.

La “sicurezza del bersaglio” doveva essere un fattore fondamentale delle operazioni belliche americane, infatti il tragico bombardamento in città del 10 luglio 1944 avvenne proprio a metà mattina di una giornata soleggiata ma, oltre alla tremenda strage di civili, alcune bombe caddero al di fuori del bersaglio cittadino identificato, ovvero la stazione ferroviaria.

Cremona, fortunatamente, fu risparmiata da altri attacchi aerei e, verosimilmente, il Monumentals Men lavorarono sulla storia cittadina per capire e per far presente ad Eisenhower quali strutture dovevano essere protette da distruzione e dal saccheggio, come l’archivio di Stato, punto fondamentale di ogni ricercatore o storico per poter capire la storia o la vita di una città. Il ruolo di questi esperti, spesso più vicini ai cosiddetti “topi da biblioteca” che neanche a quello di soldati da combattimento, fu invece fondamentale nel recupero e nella tutela dei beni sequestrati dai nazisti, oltre a sviluppare tutto il sistema di prove degli scempi che i nazisti fecero per appropriarsi di valori o opere sia di privati che della comunità.

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Commenti
  • Illuminatus

    Affascinante lavoro, complimenti. Portare alla luce il rispetto e l’umanità dei generali durante la barbaria della guerra da’ speranza.

  • Gianni Bassini

    Complimenti. Bella ricerca

  • mirko ansaldi

    Monuments Man:Gente con le palle d’acciaio.

  • Mirko

    Bello, molto bello

  • Tino Bussatori Mascitelli

    Il “rispetto” e l”umanità” dei generali di cui parla, con i loro bombardamenti “strategici”, causarono in Italia solo tra i civili circa 100.000 vittime.

    • Illuminatus

      Forse è il caso di ricordarLe che il Suo capo di stato all’epoca, tale Mussolini, si era schierato con i Nazisti… Le devo ripassare la Seconda Guerra Mondiale?

  • Tino Bussatori Mascitelli

    Ma l’argomento non è l’umanità dei suoi generali o sbaglio? Salvare i monumenti e sterminare i civili?
    Complimenti

    • Illuminatus

      Non capisco cosa intende dire riguardo alla pubblicazione di questi documenti, e di cui stiamo parlando.

      C’era una guerra in corso, scatenato dalla Germania nazista, con la quale si è schierata anche l’Italia. Il generale Eisenhower, senza il quale intervento Lei forse oggi parlerebbe il tedesco, voleva vincere la guerra ma si è premurato, e non poco, a proteggere ed a conservare il più possibile il patrimonio artistico, culturale e religioso del nostro Paese.

      A me ed ad altri commentatori sembra una cosa degna di nota. Punto.